Un asset di 210 miliardi
Beni russi congelati, l’Ue destina a Kiev 1,4 miliardi. Von der Leyen: «Mosca deve pagare per la distruzione che ha causato»
Si tratta degli interessi. Il trasferimento di questo importo è il quinto nel suo genere, dopo la quarta tranche erogata nel marzo scorso
L’Unione Europea ha destinato 1,4 miliardi di euro, derivanti dagli interessi sugli asset russi congelati, al sostegno all’Ucraina. Il 3 agosto l’Unione europea ha ricevuto i proventi straordinari generati dagli interessi sulle disponibilità liquide derivanti dagli attivi della Banca centrale russa (CBR), immobilizzati e detenuti presso i depositari centrali di titoli (CSD). Il trasferimento di questo importo è il quinto nel suo genere, dopo la quarta tranche erogata nel marzo di quest’anno. L’importo corrisponde ai proventi accumulati nel primo semestre dell’anno.
I beni congelati: 210 miliardi
I circa 210 miliardi di euro di asset della Banca centrale russa rimangono di proprietà del Cremlino, ma sono immobilizzati. L’UE non ha confiscato questo denaro per evitare violazioni del diritto internazionale e ritorsioni sui mercati finanziari. I titoli russi congelati giungono a scadenza e si convertono in liquidità. In sostanza, l’Europa mantiene congelati i beni ma utilizza i proventi che da essi ne scaturiscano per implementare il sostegno a Kiev.
Finora otto miliardi i beni di Mosca dirottati a Kiev
Dalla loro immobilizzazione, gli attivi russi hanno generato complessivamente 8 miliardi di euro di proventi straordinari. La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “La Russia deve pagare per la distruzione che ha causato. E stiamo utilizzando i proventi derivanti dagli attivi russi immobilizzati per assicurarci che lo faccia. Mettiamo a disposizione dell’Ucraina altri 1,4 miliardi di €. Questo contribuirà a sostenere la continua resistenza dell’Ucraina contro la guerra illegale della Russia”.
L’impegno per l’Ucraina
I fondi provengono dagli attivi della CBR immobilizzati nell’ambito delle sanzioni dell’UE adottate in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Mentre gli attivi stessi restano immobilizzati, gli interessi sulle disponibilità liquide non appartengono alla Russia e, su proposta della Commissione e dell’Alta rappresentante, il Consiglio ha deciso che tali proventi netti debbano essere utilizzati per sostenere l’Ucraina. Questa misura rientra nell’impegno costante dell’UE a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario. Lo strumento europeo per la pace, invece, aiuta l’Ucraina a far fronte alle sue urgenti esigenze militari e di difesa.