Spagna gruviera
Ceuta, Sanchez mente: l’invasione non è finita. Oltre 3000 migranti premono. Il sindaco: “Siamo al collasso”
Il grido d’allarme arriva direttamente da Ceuta, alla faccia delle rassicurazioni di Sanchez che parla di situazione sotto controllo. Il sindaco Juan Jesus Vivas, primo cittadino e presidente della città autonoma di Ceuta, del Partido Popular, durante l’audizione in videocollegamento della commissione Libe del Parlamento Europeo, voluta dal presidente della commissione Javier Zarzalejos, anch’egli del Pp, ha denunciato una violazione della sovranità spagnola e un contesto apocalittico tutt’altro che rientrato. “Non è una crisi migratoria, ma un episodio in cui si è messa in questione l’integrità della città, della Spagna e dell’Europa. Ceuta non è tornata alla normalità, perché in città restano 3-5mila persone”. Nascosti nei boschi e affamati…
Ceuta, la normalità è lontana. La denuncia del sindaco
“I centri di accoglienza al collasso”, prosegue. Si tratta di una “emergenza umanitaria di grande dimensioni. La popolazione timorosa e preoccupata, e a ragione”, perché ci si chiede se quanto è accaduto la settimana scorsa non possa “ripetersi”, dato che “la nostra integrità è in mano a un Paese terzo, il Marocco, che non riconosce la nostra sovranità”, conclude Vives, nel corso della riunione della commissione LIBE (acronimo di Civil Liberties, Justice and Home Affairs, in italiano Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni) una delle principali commissioni permanenti del Parlamento europeo, disertata clamorosamente dai ministri spagnoli. Un aspetto gravissimo, secondo FdI: “I ministri spagnoli dell’Interno e dell’Immigrazione hanno declinato l’invito a partecipare alla riunione straordinaria della commissione LIBE del Parlamento europeo dedicata alla crisi di Ceuta, scappando al confronto con gli eurodeputati. E’ una scelta politicamente grave”, dichiara Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR e Vice Coordinatore del gruppo ECR nella Commissione LIBE del Parlamento europeo.
Le accuse di Ciriani (FdI)
“Chi ha chiesto la solidarietà dell’Europa dovrebbe avere il coraggio di confrontarsi anche con le sue istituzioni e spiegare non solo come è stata gestita l’emergenza, ma soprattutto perché si è arrivati a una crisi di queste proporzioni” – aggiunge – “La vera domanda non è soltanto come sia stata gestita l’emergenza, ma perché la Spagna sia arrivata a questo punto. Le politiche di regolarizzazione di massa e l’approccio ideologico del Governo Sanchez hanno contribuito a creare un potente effetto di richiamo, rendendo la pressione migratoria sempre piu’ difficile da governare”. “Il governo spagnolo non potrà continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità e dovrà fornire queste risposte al Parlamento europeo. – prosegue l’eurodeputato di FdI – Le conclusioni della riunione del Consiglio Affari Interni dell’UE, da sole, non sono sufficienti: occorre capire se Madrid intenda davvero allinearsi alla nuova strategia europea di contrasto all’immigrazione illegale oppure continuare a perseguire politiche che, di fatto, rappresentano un pericoloso fattore di instabilità per l’intera Unione.” “Per anni la sinistra europea ha presentato Sanchez come il modello da contrapporre al governo Meloni. Oggi quel modello mostra tutta la sua debolezza nello scenario europeo, scappando addirittura dal confronto con il Parlamento europeo. Una scelta inaccettabile che dimostra l’incapacita’ di difendere le proprie politiche migratorie e che pesa politicamente molto piu’ di qualsiasi giustificazione” ha concluso.