Dopo 50 anni di matrimonio
Chiesa gremita per i funerali di Luigi Cavallari. L’addio di Roccella al marito tra amore, commozione e fede
Il caldo non ha fermato l’affetto degli amici e delle tante persone che questa mattina hanno voluto portare il loro cordoglio e la loro vicinanza a Eugenia Roccella e la sua famiglia in occasione dei funerali del marito, Luigi Cavallari. La basilica di San Lorenzo in Lucina era gremita. E seduti in prima fila tanti esponenti del governo, tornati a Roma per far sentire alla collega ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, e soprattutto amica, la loro vicinanza e il loro affetto.
Da Roccella parole di amore e fede cristiana
Le parole di Roccella sono state toccanti e commosse. Ringraziamenti e ricordi si sono fusi in un momento di grande dolore e, allo stesso tempo, di fede cristiana. “Io vorrei solo ringraziare tutti quelli che sono qui, perchè per me è un grande conforto. Molti hanno rinunciato a partire o sono venuti quando erano già al via delle vacanze, quindi veramente un grazie di cuore. Voglio ringraziare quelli che hanno consentito per Luigi il ritrovamento del corpo e quindi una sepoltura cristiana. La Prefettura e il Prefetto di Viterbo, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza: tutti quelli che si sono spesi con dedizione, con discrezione, proteggendo anche la nostra famiglia con comprensione. Grazie davvero a tutti”.
Cammineremo ancora mano nella mano
Poi il ricordo del legame con il marito, compagno e amore di una vita intera: “Io non ho molto da dire sulla mia storia con Luigi. Dopo cinquant’anni qualcuno ci prendeva ogni tanto benevolmente in giro perché camminavamo mano nella mano. Penso che ancora continueremo a farlo, sicuramente in un altro modo, in un altro mondo”.
Il ricordo della figlia Silvia
Anche la figlia della coppia, Silvia Cavallari, ha preso la parola nel corso della cerimonia funebre. Lo ha fatto leggendo una lettera dedicata al padre: “Vorrei partire dalle parole che non abbiamo mai avuto bisogno di dirci. Ricordo la delicatezza di quei familiari silenzi pieni di serenità, silenzi vibranti in cui ho imparato la saggezza della pazienza, la bellezza dei gesti cortesi, l’amore nei sacrifici non reclamati. Da quando te ne sei andato il mondo è diventato un luogo un po’ meno gentile. Ti descrivi come un uomo riservato e discreto ma la tua vita era fatta di innumerevoli e piccoli gesti, a volte invisibili, sempre meravigliosi. Mi hai insegnato a misurarmi solo con la gentilezza e che il vero modo per crescere è confrontarsi con la propria coscienza. Mi hai dato tutto ciò che una figlia può desiderare per navigare il mondo con curiosità, generosità e coraggio. Grazie papà, perché hai reso possibile amare anche la tua grande assenza. Forse il dono più che si possa lasciare è la consapevolezza di voler diventare, ogni giorno, più simile a te”.
L’abbraccio e il cordoglio deli amici
All’uscita del feretro grande commozione con un tenero bacio alla bara da parte della ministra Roccella prima di essere stretta nell’abbraccio dei due figli e poi dei colleghi di governo, a partire dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Il carro funebre ha lasciato tra la commozione dei tanti ancora presenti sul sagrato della basilica.
A Eugenia Roccella e alla sua famiglia giungano le condoglianze e la vicinanza può sentita della redazione de Il Secolo d’Italia.