Lo show e il dubbio...
Sassi dal fiume e ombrelloni sul greto: gli autogol di Bonelli. Se lo fa un cittadino comune si becca la multa?
Di Angelo Bonelli tutto si può dire ma non che non sia simpatico: eco-simpatico, per la precisione, nel senso che diverte molto soprattutto quando prende iniziative politiche provocatorie per sollevare cause importanti e attaccare il governo. Perfino quando imputa alla destra e alla Meloni i cambiamenti climatici, l’afa, le secche dei fiumi, l’umidità che è peggio del caldo, la sudorazione delle canottiere e la mancanza di pioggia per la quale, e qui ha ragione, il governo non ha attivato per decreto le danze della pioggia africane tipo la famosa Karanga dello Zimbabwe.
Manca la denuncia a Palazzo Chigi sull’invasione delle cavallette, ma siamo sempre in tempo. Non si può dire che non fosse divertente anche il video con il quale, ieri, il leader di Avs ha piantato un ombrellone sul greto del Po, in località Torricella, nel comune di Sissa Trecasali, in provincia di Parma, per denunciare l’inaridimento dei fiumi dovuto, a suo dire, al clima impazzito al quale la destra della Meloni non troverebbe adeguati rimedi.
A parte la sopravvalutazione della premier, che neanche i suoi più affezionato elettori considerano in grado di condizionare fenomeni naturali epocali e globali, c’è da segnalare che anche in questo caso Bonelli ha messo a dura prova le normative che tutelano i beni naturali e il territorio, proprio lui che sull’ambiente dovrebbe essere la Cassazione. Due anni fa era già accaduto alla Camera quando per i soliti motivi aveva esibito due sassi del fiume Adige ed era stato rimbeccato dal deputato di FdI Giovanni Donzelli, che gli aveva ricordato come fosse vietato asportare pietre dai fiumi. “Li riporterò al loro posto”, si era giustificato l’esponente dei Verdi colto con le mani nella marmellata, anzi, nella melmellata. Non si segnalano notizie di multe comminate al parlamentare, multe che a un qualsiasi cittadino, se fosse stato trovato ad asportare dal greto materiale naturale, probabilmente sarebbero state comminate, fino a 5mila euro. E per l’ombrellone piantato da Bonelli nel Po? Sarebbe interessante un chiarimento dallo stesso Bonelli, per evitare anche eventuali emulazioni. Le leggi regionali, e quelle di tutela nazionale, vietano la possibilità di utilizzare il demanio idrico a meno che non siano passeggiate o presenze temporanee. La sua era consentita? Bonelli si sarebbe meritato una bella multa? Non lo sapremo mai, ma intanto viene da chiedersi se lui stesso sia a conoscenza delle leggi che regolano i corsi d’acqua.
Nel caso del Po, a Torricelle, la Legge regionale Emilia-Romagna 14 aprile 2004, n. 7, che disciplina la gestione delle aree del demanio idrico dice che “l’utilizzazione dei suoli del demanio idrico, ovvero degli alvei di corsi d’acqua naturali e relative pertinenze, è possibile solo attraverso una concessione”. E vabbè, non è che Bonelli ha aperto un lido. Ma in genere l’utilizzo delle aree del demanio idrico senza concessione è punito con una sanzione amministrativa. Ovviamente, bisognerebbe accertare le modalità della provocazione di Bonelli, così come l’eventuale ri-deposito nell’Adige dei sassi portati in Parlamento. L’ombrellone era su territorio del demanio idrico? Per quanto tempo c’è stato? Era bloccato nel terreno? Si può fare? Se l’avesse fatto un cittadino comune, sarebbe stato multato? Non lo sapremo mai, ma questo forse rientra nell’eco-umorismo bonelliano.