Guerra e pace a sinistra
Il Pd a trazione grillina spacca il partito. L’affondo di Paolo Gentiloni: “Su Kiev e Difesa non si transige”
Il campo largo sta dimostrando di non capire i meccanismi europei e ha un'ambiguità che non va bene sull'Ucraina
Paolo Gentiloni, ex presidente del Consiglio e Commissario Ue fino al 2024, esponente dell’atea cattolica del Pd, attacca Largo del Nazareno e il centrosinistra su Kiev e le contraddizioni espresse da Giuseppe Conte. In un’intervista al Corriere, l’ex premier affonda il colpo su Schlein e sulla linea ambigua che emerge nei confronti del sostegno all’Ucraina.
Le opposizioni hanno fallito il test
Parlando della guerra a Kiev, Gentiloni evidenzia l’atteggiamento non più filorusso di Trump ma boccia inesorabilmente le posizioni del centrosinistra: “Le divisioni hanno un impatto serio sul profilo delle opposizioni che si candidano a governare il Paese. L’episodio parlamentare lo dimostra. Ci sono due temi sui quali il Pd non può e non deve transigere: il sostegno all’Ucraina e la difesa comune europea. Purtroppo, si trattava proprio di questo e le opposizioni hanno fallito il test”
Anche sul Safe l’atteggiamento della sinistra è sbagliato
Anche sui fondi Safe, destinati alla sicurezza, l’ex Commissario Ue non risparmia critiche al campo largo: “La difesa europea e l’ammodernamento degli arsenali nazionali non sono in contrapposizione, ma posso capire che la difesa comune diventi terreno di convergenza, tanto più che ci sono ottimi motivi per temere gli effetti delle scelte nazionali di alcuni Paesi europei, a cominciare dalla Germania che investirà 190 miliardi nel 2029.. L’opposizione dovrebbe invocare la difesa europea con il fondo Safe e gli eurobond per finanziarla. È questa la linea dello spagnolo Sánchez, che ha chiesto i fondi Safe. Non vorrei che chi vi si opponga sia passato dall’idea che a difenderci ci pensano gli americani a quella che oggi ci penseranno i tedeschi”.
Gli errori di Conte
Gentiloni parla del niet di Conte ai fondi per riarmo e al sostegno all’Ucraina: “Siamo seri: gli italiani non credono che basterebbero un paio di incontri con un eventuale nuovo premier per raggiungere la pace in Ucraina. Ci sono però molti italiani che si illudono che un’Italia arrendevole avrebbe dei vantaggi, e una posizione trasversale. Quindi è giusto discutere apertamente e spiegare che un atteggiamento neutrale tra aggrediti e aggressori oppure una posizione del tipo ‘sosteniamo l’Ucraina ma non sul piano militare’, non avvicinerebbe la pace e non porterebbe alcun beneficio all’Italia. Il gas russo non tornerebbe a fluire, e comunque evitiamo nostalgia di modelli energetici superati“, conclude l’ex inquilino di Palazzo Chigi.