L'assurda polemica
Verbania dedica il lungolago a Sergio Ramelli ma per la sinistra il martire del terrorismo rosso non merita il riconoscimento
Dipingere un ragazzino innocente massacrato sena colpa come quello che non è, è una dimostrazione di grettezza
“Lungolago Sergio Ramelli”. Scoppia la surreale polemica per la decisione della giunta di Verbania di dedicare la passeggiata di Intra allo studente milanese del Fronte della Gioventù che nel ’75 morì a 18 anni dopo un’aggressione di militanti di Avanguardia operaia. Un ragazzino ucciso per la sola “colpa” di avere scritto un tema in cui criticava la violenza rossa continua a essere divisivo, mentre dovrebbe unire tutte le fazioni politiche in nome della civiltà e della testimonianza. Ma a Verbania ancora una volta questo non è successo.
Le assurde polemiche
Il sindaco di centrodestra di Verbania, Giandomenico Albertella spiega la decisione: “Lo abbiamo fatto perché non sia mai più, è una testimonianza delle deprecabili conseguenze a cui può condurre lo scontro ideologico se non è affrontato da tutti con tolleranza e rispetto. Chi si aspetta flotte di saluti romani qui sbaglia, questo non avverrà mai”. Una motivazione di grande rispetto, che varrebbe allo stesso modo per ricordare altri innocenti, di sinistra, caduti in quei terribili e difficili anni. Ma il Partito Democratico e il campo largo non ci stanno.
La sinistra dice no a Ramelli
E’ insorto il Partito democratico cittadino, che ha denunciato la volontà di, “distorcere la memoria di vicende tragiche, mascherando con parole di buon senso la volontà di solleticare la pancia dei camerati”. I dem suggeriscono di dedicare il Lungolago a Cleonice Tomassetti, partigiana fucilata nell’eccidio di Fondotoce il 20 giugno del ’44. Chiede un dietrofront anche il M5S: “La scelta non è un mero atto burocratico: è una decisione fortemente simbolica, destinata a definire l’identità civile di uno dei luoghi più rappresentativi della città”.
L’ennesima, pessima occasione persa
Sergio Ramelli non era un gerarca fascista, né un reduce di Salò. Era semplicemente un diciottenne che simpatizzava per il Msi, che non aveva mai partecipato a scontri fisici. Fu ucciso, e lo ripetiamo, per un tema in classe in cui attaccava le Br. La sinistra avrebbe avuto l’occasione per fare una bella figura e onorare, attraverso Ramelli, tutte le vittime innocenti del terrorismo. L’ha persa, nuovamente, con dichiarazioni assurde e prive di senso.