La protesta
Ceuta, l’invasione degli irregolari continua. Abitanti contro il governo Sanchez: “Senza vergogna, ci avete abbandonato”
La ministra della difesa Robles presa a fischi: "Siamo spagnoli anche noi e ci avete abbandonato"
I cittadini di Ceuta sono ormai allo stremo delle forze e la tensione tra la popolazione è arrivata al punto di rottura. Stavolta a scendere in piazza sono gli spagnoli dell’isola, esausti dopo giorni di forzata coabitazione con gli immigrati sbarcati a fine luglio e la visita della ministra della Difesa, Margarita Robles, si è trasformata nell’ennesimo autogol per l’esecutivo iberico.
Una contestazione che non si ferma e che trascina il governo socialista in un vortice di accuse e difficoltà difficili da gestire, mentre si teme un’altra ondata per Ferragosto. Con la cittadina ostaggio degli stranieri, senza servizi igienici e con il commercio praticamente distrutto.
La contestazione e gli appelli: “Il governo si vergogni”
“Siamo stati lasciati a noi stessi. Ci sentiamo maltrattati”, hanno affermato molti residenti all’indirizzo della ministra nella visita del 12 agosto. Al suo arrivo all’incontro con il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, la Robles è stata fermata anche da altri cittadini che criticavano la gestione della situazione da parte del governo. “L’intero governo non ha vergogna”, ha dichiarato un altro partecipante, mentre Robles osservava la scena, tra fischi e contestazioni. Giunta al Palazzo Autonomo, sede del governo cittadino, La gente ha fermato Robles per esprimere la propria “paura” a quasi due settimane dall’ingresso di 72mila migranti irregolari dal Marocco, secondo i dati ufficiali.
L’operatrice sanitaria: “Siamo spagnoli come gli altri”
“Vivo da sola e non mi sono mai sentita così. Chiudo la finestra, la porta, osservo tutto. Ho dormito pochissimo la notte scorsa. Ho preso un coltello perché ho paura”, ha detto Pepi, un’operatrice sanitaria in pensione, tra le lacrime. La donna ha anche affermato che Ceuta è una città spagnola “tanto quanto qualsiasi altra”, sottolineando che è un luogo accogliente, ma che si sente “abbandonata e maltrattata. Siamo molto orgogliosi di essere spagnoli”, ha ribadito, negando che la situazione sia tornata alla “normalità. Non si può andare in spiaggia o uscire in pace”, ha protestato. Robles ha confortato la donna, dicendole di essere “dispiaciuta” per quanto accaduto in città e l’ha persino invitata a prendere un caffè, ringraziandola per aver condiviso la sua storia. Il personale militare che accompagnava il ministro ha scortato la donna e un altro residente al Comando Generale di Ceuta.
Un bilancio disastroso per Sanchez
A due settimane dall’ondata senza precedenti avvenuta tra il 30 e il 31 luglio, la situazione nella città autonoma spagnola di Ceuta resta di massima emergenza e fortissima tensione.
A oggi si stima che a Ceuta rimangano bloccate tra le 3.000 e le 10.000 persone. Si tratta principalmente di migranti subsahariani (provenienti da Sudan, Senegal e Yemen) che richiedono asilo, e di migliaia di minori non accompagnati, per i quali la legge spagnola vieta il respingimento immediato.
Mancano acqua e servizi igienici
Il centro di permanenza temporanea per immigrati ha una capienza standard di circa 600 posti, ma ospita un numero di persone enormemente superiore. Centinaia di migranti, inclusi bambini, sono costretti a dormire all’addiaccio nelle strade, nelle spiagge e nei pressi delle strutture d’accoglienza, esposti al caldo torrido di agosto. Si registrano gravi carenze nella distribuzione giornaliera di cibo e acqua potabile. La mancanza di strutture sanitarie e bagni chimici sufficienti sta creando gravi criticità igieniche nei quartieri della piccola exclave.
Coprifuoco e crollo del commercio
Con migliaia di migranti che ancora dormono all’addiaccio su marciapiedi, spiagge e giardini pubblici per la mancanza di posti nei centri d’accoglienza, molti residenti dichiarano di aver paura a uscire di casa, specialmente nelle ore notturne. Moltissimi negozi, bar e attività commerciali nelle zone centrali e vicine alla frontiera di Tarajal hanno preferito abbassare le serrande a tempo indeterminato per timore di disordini o sciacallaggi, bloccando l’economia locale.
Rimane alta la paura per Ferragosto
Rimane alta nell’isola la paura di un nuovo maxi esodo per Ferragosto. Alimentato anche da tanti gruppi marocchini particolarmente attivi sui social. “La mia squadra della Dg Affari interni è a Ceuta per una valutazione diretta della situazione attuale sul campo”. Lo scrive sui social il commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione Magnus Brunner. “Insieme alle nostre agenzie – Frontex, Europol e EUAsylumAgency – continuiamo a fornire tutto il supporto necessario e siamo pronti a intensificarlo ulteriormente” conclude il commissario europeo. Si monitora costantemente la situazione, mentre il governo pensa di aumentare ulteriormente il numero degli agenti della guardia civil sul posto. Ma la Protezione civile ha dimostrato tutte le sue falle, con un’isola che oggi è terra di nessuno.