Kiev chiama Washington
Appello di Zelensky alla Cnn: «Abbiamo solo un decimo dei Patriot necessari». Attacco a Novorossiysk, colpite navi russe
L’Ucraina dispone soltanto di una frazione dei missili intercettori di cui avrebbe urgente bisogno per contrastare la crescente offensiva balistica russa. A lanciare l’allarme è il presidente Volodymyr Zelensky, che in un’intervista alla Cnn ha chiesto agli Stati Uniti di aumentare rapidamente le forniture, mentre Kiev intensifica a sua volta gli attacchi contro obiettivi strategici russi nel Mar Nero.
Secondo Zelensky, le scorte ucraine di intercettori Patriot sono ormai estremamente ridotte proprio mentre Mosca sta aumentando il numero dei missili balistici lanciati contro il Paese, con Kiev tra gli obiettivi più colpiti.
«Quest’anno abbiamo due volte e mezzo meno intercettori rispetto al 2025», ha dichiarato il presidente ucraino. Allo stesso tempo, ha aggiunto, «la Russia ha il doppio dei missili balistici al mese rispetto a prima».
Zelensky chiede agli Usa più missili Patriot
Il leader ucraino ha spiegato di trascorrere buona parte delle sue giornate tra telefonate e negoziati con gli alleati nel tentativo di ottenere nuove forniture per la difesa aerea.
Secondo i calcoli illustrati da Zelensky, una quantità di intercettori equivalente al 5% dell’attuale arsenale statunitense consentirebbe all’Ucraina di affrontare l’inverno e proteggere un maggior numero di civili. Con il 10%, sostiene il presidente, Kiev avrebbe invece la capacità di neutralizzare tutti i missili balistici russi diretti contro il Paese. «Se gli Stati Uniti ci vendessero il 5%, supereremmo l’inverno e salveremmo vite umane. Se riuscissero a venderci il 10%, distruggeremmo tutti i missili balistici russi», ha affermato. La pressione sulle difese ucraine è aumentata nelle ultime settimane. Secondo i dati delle Nazioni Unite, luglio è stato il mese più letale per la popolazione civile ucraina dall’aprile del 2022.
«Ogni notte ci sono attacchi e quattro o cinque volte al mese subiamo attacchi massicci», ha raccontato Zelensky, descrivendo «notti terribili» e una popolazione che, pur continuando a resistere, è sempre più stanca.
Ucraina attacca Novorossiysk: nel mirino la flotta russa del Mar Nero
Parallelamente, Kiev ha portato la guerra nel cuore di una delle più importanti infrastrutture militari e commerciali russe sul Mar Nero. Un massiccio attacco condotto con missili, droni aerei e droni navali ha colpito nella notte il porto russo di Novorossiysk, danneggiando, secondo quanto riportato dalla Bbc, anche due importanti terminal destinati all’esportazione di cereali.
Le autorità locali russe hanno riferito di tre morti, tra cui un bambino di otto anni, e 24 feriti. Zelensky ha rivendicato quella che ha definito un’«operazione unica» contro la base navale russa, senza però fare riferimento ai terminal cerealicoli che sarebbero stati danneggiati.
Le forze armate ucraine hanno successivamente affermato di aver colpito quattro navi da guerra russe, comprese due fregate. Mosca non ha commentato queste rivendicazioni. «La flotta di occupazione e tutte le infrastrutture che la supportano non saranno al sicuro finché continuerà l’aggressione russa», ha scritto Zelensky sui social.
Perché Novorossiysk è strategica per la Russia
Novorossiysk è diventata ancora più importante per Mosca dopo che buona parte della Flotta russa del Mar Nero è stata trasferita lontano da Sebastopoli. La storica base navale in Crimea, penisola occupata e annessa dalla Russia nel 2014, è diventata infatti troppo vulnerabile ai ripetuti attacchi ucraini con missili e droni.
Il porto di Novorossiysk rappresenta quindi uno snodo cruciale non soltanto sul piano militare, ma anche per le esportazioni russe. Colpirne le infrastrutture significa aumentare la pressione su Mosca e costringerla a rafforzare ulteriormente la protezione delle proprie installazioni lontane dal fronte. L’operazione arriva inoltre dopo una nuova intensificazione degli scontri nel Mar Nero durante l’estate, dopo una fase di relativa calma.