Trasferiti dai Cpr
Immigrazione illegale, altri 17 egiziani rimpatriati. Nel 2026 già 15 charter e 358 espulsioni
Prosegue l’azione di contrasto all’immigrazione illegale e di esecuzione dei provvedimenti di espulsione. Diciassette cittadini egiziani sono stati rimpatriati dall’Italia con un volo charter diretto al Cairo, nell’ambito di un’operazione congiunta realizzata nella cornice europea e con il coordinamento dell’Agenzia Frontex.
Il charter, organizzato dall’Italia e partito mercoledì, aveva a bordo esclusivamente cittadini egiziani destinatari di provvedimenti di espulsione. Quindici erano trattenuti nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Bari-Palese, Caltanissetta-Pian del Lago, Gradisca d’Isonzo e Milano-Corelli.
Un altro cittadino egiziano si trovava agli arresti domiciliari ed è stato accompagnato dalla Questura di Reggio Emilia. Il diciassettesimo era stato invece espulso dall’autorità giudiziaria come misura alternativa alla detenzione ed è stato accompagnato dalla Questura di Roma. Tutti sono stati scortati durante il trasferimento da personale specializzato.
I precedenti degli egiziani rimpatriati
Secondo quanto riferito in una nota sull’operazione, gli stranieri espulsi avevano pregiudizi di polizia e precedenti penali, soprattutto per reati legati agli stupefacenti e contro il patrimonio. Nessuno dei 17, viene precisato, risultava invece attenzionato sotto il profilo della prevenzione.
L’operazione è stata resa possibile anche dalla collaborazione tra Roma e Il Cairo. L’accordo in materia migratoria con la Repubblica Araba d’Egitto consente infatti la riammissione dei cittadini egiziani arrivati illegalmente in Italia e prevede la possibilità di utilizzare voli charter per rendere effettivi i rimpatri. Le procedure necessarie a stabilire l’identità delle persone interessate dalla riammissione possono inoltre essere completate sul territorio egiziano.
Nel 2026 già 15 charter e 358 stranieri allontanati
Il dato più significativo riguarda il numero delle operazioni effettuate dall’inizio dell’anno. Con l’ultimo volo salgono a 15 i charter organizzati dall’Italia verso l’Egitto nel 2026, per un totale di 358 persone rimpatriate.
Il ritmo delle operazioni è dunque sostenuto anche nel confronto con l’intero 2025: lo scorso anno erano stati effettuati 18 voli charter, con 454 cittadini egiziani rimpatriati. In altri termini, nei primi sette mesi e mezzo del 2026 è già stato realizzato oltre l’83% del numero di charter effettuati nell’intero anno precedente e quasi il 79% dei rimpatri registrati nel 2025.
Mettendo insieme i due periodi, dal gennaio 2025 a oggi i voli charter indicati nei dati disponibili hanno consentito di rimpatriare almeno 812 cittadini egiziani.
Il ruolo di Frontex nelle operazioni di rimpatrio
Il coordinamento con Frontex rientra nella strategia europea sui rimpatri. L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera affianca gli Stati membri nelle diverse fasi delle procedure di ritorno, compresa l’organizzazione operativa. Frontex spiega che i propri specialisti possono intervenire già nella fase precedente alla partenza, collaborando con gli Stati anche per l’identificazione, l’acquisizione dei documenti di viaggio e la gestione delle procedure.
Il tema è diventato ancora più centrale nell’agenda europea. Nel dicembre 2025 il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine del Consiglio Giustizia e Affari Interni, aveva sottolineato l’obiettivo di arrivare a «un sistema europeo per i rimpatri realmente efficace», ricordando anche l’inserimento dell’Egitto nel nuovo quadro europeo sui Paesi considerati sicuri.
Un rafforzamento delle espulsioni effettive che si inserisce in un quadro migratorio europeo già profondamente cambiato negli ultimi anni. Secondo Frontex, nel 2024 gli attraversamenti irregolari rilevati alle frontiere esterne dell’Unione erano diminuiti del 38%, a poco più di 239mila, con un calo del 59% sulla rotta del Mediterraneo centrale. L’Egitto restava tuttavia tra le principali nazionalità rilevate sulla rotta del Mediterraneo orientale.