Mai dire mamma
Anne Hathaway mostra il pancione, sui social parte il processo. Il ginecologo: “La gravidanza non è una malattia”
L’attrice, incinta del terzo figlio, replica con ironia ai dubbi sulla gravidanza: «Capelli finti, pancione vero». Vito Trojano, ex president della Società italiana di ginecologia e ostetrici e presidente della Federazione Sigo Ricerca e Comunicazione commenta: «Fa bene a mostrarsi»
È bastato un pancione scoperto sul red carpet per mettere in moto il tribunale dei social. L’attrice Anne Hathaway, 43 anni e in attesa del terzo figlio dal marito Adam Shulman, si è presentata alla première di La fine di Oak Street, a Los Angeles, con un outfit costruito intorno alle forme della gravidanza. Una scelta che ha provocato commenti, critiche e persino insinuazioni sull’autenticità del pancione. L’attrice ha liquidato il caso con quattro parole e una buona dose di ironia: «Capelli finti, pancione vero».
Il pancione finisce sotto accusa
Il look firmato Atelier Prabal Gurung era difficile da ignorare: top corto e asimmetrico color carta da zucchero, jeans larghi a vita bassa di La Ligne e décolleté rosse Aquazzura. Nessun tentativo di nascondere la maternità dietro le tradizionali linee morbide dell’abbigliamento premaman. Al contrario, il pancione era il centro dichiarato dell’intero outfit.
Una parte del pubblico ha apprezzato la sicurezza mostrata da Hathaway. Altri utenti hanno invece definito l’abito «ridicolo», «pacchiano» o «bizzarro». Poi il salto dalle opinioni sul vestito alle sentenze sul corpo: «Perché sembra finto?» e «Dai, non è vero», hanno scritto alcuni commentatori, arrivando a mettere in dubbio la gravidanza sulla base delle immagini della serata.
Hathaway ha risposto con un video pubblicato su Instagram, nel quale ha raccolto alcuni momenti della preparazione e della première. Nessuna lunga autodifesa, soltanto un battuta. L’attrice ha inoltre scherzato sul caldo di Los Angeles, raccontando che durante l’evento il vestito sembrava quasi sciogliersi.
Il ginecologo: «Fa bene a mostrarsi»
A intervenire sulle polemiche è stato Vito Trojano, past president della Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia, e presidente della Federazione Sigo Ricerca e Comunicazione. «Molte persone considerano, a torto, la gravidanza come una malattia o una condizione anomala per l’organismo. C’è persino chi chiede al ginecologo farmaci per affrontare meglio questa fase. È una follia», ha dichiarato all’Adnkronos Salute.
Secondo Trojano, dietro alcune reazioni sopravvive una concezione della maternità come esperienza da affrontare quasi con imbarazzo, possibilmente lontano dagli sguardi. «Non mi stupiscono queste critiche, perché ancora oggi c’è chi guarda alla gravidanza come a una condizione da nascondere o da vivere quasi come una malattia. Invece Anne Hathaway fa bene a mostrare il pancione. La gravidanza è un momento importante e positivo, non solo per la futura mamma, ma per tutta la famiglia e per la coppia».

epa13158572 US actor Anne Hathaway arrives for the premiere of ‘The End of Oak Street’ at Warner Bros. Studios in Los Angeles, California, USA, 09 August 2026. EPA/CONNOR TERRY
Il paradosso è evidente: nell’epoca che celebra continuamente la libertà del corpo, basta una donna incinta che scelga di mostrarlo senza filtri per scatenare sospetti e invettive. Il dibattito ha così superato rapidamente il confine della moda, trasformando un abito nell’ennesimo pretesto per sottoporre una celebrità al processo permanente della rete.
La scelta di Hathaway si inserisce, peraltro, in una trasformazione ormai consolidata sui red carpet. Da Rihanna a Sienna Miller, passando per Adriana Lima, numerose star hanno abbandonato l’idea del vestito premaman destinato a mimetizzare le forme, rendendo la gravidanza parte integrante della propria immagine pubblica.
Si può discutere il gusto di un vestito. Più singolare è pretendere di stabilire, attraverso uno schermo, l’autenticità del corpo di una donna. «Non mi sorprende l’odio sui social», ha concluso Trojano, «anche se spesso chi critica lo fa semplicemente perché non può essere al centro dell’attenzione». Questa volta, però, al centro della scena c’era il pancione.