Il parere dell'esperto
Natalità e fertilità, che fare: l’importanza della prevenzione e il pericolo delle promesse “miracolose”
L’Italia continua a registrare una significativa contrazione della natalità, con 355 mila nascite registrate nell’ultimo anno: 15 mila in meno rispetto all’anno precedente (-3,9%). Il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, rispetto all’1,18 dell’anno precedente, mentre l’età media al parto è salita a 32,7 anni dai 32,6 dell’anno prima (ISTAT, Indicatori demografici). Alla base di questo fenomeno non c’è soltanto una maggiore autonomia nelle scelte personali e professionali da parte delle donne, ma il crescente divario tra tempo sociale e tempo biologico. Studio, lavoro, stabilità economica e progetti di vita portano a posticipare la genitorialità, scontrandosi però con i limiti immutabili della fertilità. Conoscere la propria salute riproduttiva diventa il primo e più efficace strumento di tutela.
Fertilità, la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce
L’OMS definisce l’infertilità l’assenza di gravidanza dopo un anno di rapporti non protetti. Tuttavia, è consigliabile anticipare i tempi a sei mesi se la donna ha più di 35 anni o in presenza di irregolarità del ciclo e parametri seminali alterati. Poiché l’età è il principale fattore di successo, muoversi tempestivamente è fondamentale. Già in questa fase di valutazione, la scelta del centro medico è cruciale. “Va chiarito un aspetto fondamentale: rivolgersi ad un centro di PMA non deve necessariamente corrispondere all’inizio di un trattamento, ma alla possibilità di ottenere una valutazione specialistica del proprio stato di salute riproduttiva e individuare eventuali criticità – spiega Riccardo Favero, ginecologo responsabile del servizio di prevenzione ginecologica di Arcster. È sufficiente un primo colloquio con un ginecologo esperto in infertilità e pochi accertamenti, nella maggior parte dei casi minimamente invasivi, per costruire un quadro clinico personalizzato”.
Gli esami preliminari per determinare lo stato di fertilità della coppia sono per la donna la valutazione della riserva ovarica mediante un profilo ormonale e un’ecografia pelvica, e analisi del liquido seminale per l’uomo. Esistono inoltre esami din approfondimento per determinare lo stato di salute e la conformazione dell’utero e pervietà delle tube, come la sonoisterosalpingografia e l’isteroscopia.
Genitorialità e consapevolezza
Le indagini diagnostiche possono restituire quadri differenti: se i parametri rientrano nella norma e l’età lo consente, l’indicazione clinica può essere semplicemente di monitorare lo stato di fertilità nel tempo. Se gli esami vengono fatti in fase di ricerca di gravidanza, si può continuare ad avere rapporti spontanei con un eventuale controllo dopo qualche mese. L’aver fatto il punto tempestivamente diventa una risorsa ancora più importante nel caso in cui emergano problematiche. “Non solo perché l’età del partner femminile ha un ruolo fondamentale nelle probabilità di ottenere una gravidanza, sia spontanea che con la PMA – sottolinea Favero – ma anche perché la nostra esperienza ci insegna che se non si affrontano questi problemi per tempo, il quadro tende a complicarsi. Di conseguenza, una donna che non è alla ricerca di una gravidanza può valutare di crioconservare i propri ovociti, per utilizzarli in futuro se e quando lo desidererà. Se invece si tratta di una coppia, nell’eventualità in cui si arrivi a una diagnosi di infertilità, le opzioni possono essere varie e dipendono dalle cause di infertilità individuate e dalle caratteristiche della coppia”. Una volta definito il quadro clinico, se si decide di intraprendere la strada della crioconservazione degli ovociti o un percorso di PMA, la scelta del centro medico diventa un passaggio fondamentale, ed influisce direttamente sull’esperienza clinica e psicologica del paziente.
Come scegliere con lucidità il proprio percorso
La qualità di un percorso di PMA non dipende solo dalle tecnologie disponibili, ma anche dall’organizzazione del centro e dalla capacità di garantire una presa in carico completa della coppia e percorsi personalizzati definiti sulle specifiche cause dell’infertilità e sul profilo biologico dei partner. A tutela di questo approccio rigoroso, il ginecologo di Arcster mette in guardia le pazienti da facili entusiasmi e da chi fa marketing aggressivo. “Slogan pubblicitari fuorvianti che sbandierano percentuali di successo miracolose – come il classico “90%” – finiscono per rivelarsi soltanto promesse ingannevoli prive di un reale riscontro clinico”. Le strutture serie non fanno marketing scorretto, informano le coppie delle reali possibilità di riuscita e fondano ogni protocollo sull’evidenza scientifica. “Nella scelta del centro a cui affidarsi – conclude Favero – è indispensabile pretendere indicatori concreti e misurabili: un laboratorio di PMA con personale formato e tecnologie all’avanguardia possono fare la differenza nei risultati. Avere un equipe facilmente raggiungibile durante tutto il percorso, con un medico personale di riferimento, e ricevere spiegazioni chiare di cosa si sta facendo, costi compresi, sono elementi che possono cambiare drasticamente l’esperienza, e i risultati, per la coppia.