In zona universitaria
Agente della polizia locale pestato nel centro di Bologna. Giunta Lepore sotto accusa: vigili disarmati e senza taser
L’aggressione alle 2.15 in via Zamboni. L’uomo, con diversi precedenti penali, è stato arrestato. Cavedagna attacca Lepore: «Zona universitaria allo sbando»
Un agente chiede di abbassare la musica nel cuore della notte e finisce al pronto soccorso con il setto nasale fratturato. È accaduto in via Zamboni, nel pieno della zona universitaria di Bologna, dove un agente della Polizia locale è stato colpito al volto con una violenta testata durante un intervento per disturbo della quiete pubblica. Per lui la prognosi è di 25 giorni. L’aggressore è stato arrestato per resistenza, violenza e lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale.
Dalle provocazioni alla testata
La pattuglia era intervenuta intorno alle 2.15 di lunedì, dopo la segnalazione di musica ad alto volume. Le Forze dell’ordine hanno individuato un gruppo di persone raccolte attorno a una cassa amplificata. Al primo richiamo il rumore è cessato, ma la tregua è durata pochi minuti: la musica è ripartita con la stessa intensità, costringendo gli operatori a tornare sul posto per contestare la violazione e sequestrare l’apparecchio. Durante il controllo, due uomini in evidente stato di alterazione alcolica hanno assunto un atteggiamento provocatorio e ostruzionistico, rifiutandosi di collaborare e riprendendo l’intervento con i telefoni cellulari. Sono quindi arrivate altre pattuglie per consentire l’identificazione dei presenti.
Quando uno dei due è stato invitato a salire sul veicolo di servizio, ha reagito opponendo resistenza, pronunciando minacce e insulti contro gli agenti. Poi si è divincolato e ha sferrato la testata che ha procurato al giovane operatore la frattura scomposta del setto nasale. Immobilizzato e condotto in Questura, l’uomo ha mantenuto un comportamento ostile, rifiutando inizialmente anche il fotosegnalamento, completato soltanto nella mattinata al comando della Polizia locale. Dalla banca dati sono emersi diversi precedenti penali per reati contro il patrimonio e detenzione di sostanze stupefacenti. Dopo una notte nelle celle di sicurezza di via Ferrari, l’arresto è stato convalidato nel processo per direttissima e il giudice ha disposto l’obbligo di firma.
“Bologna è allo sbando”
Sul caso interviene l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna, che in diretta su èTV Rete 7 esprime «massima solidarietà» all’agente e punta il dito contro la gestione della sicurezza cittadina. «C’è un problema a Bologna e, in particolare, nella zona universitaria, che è totalmente allo sbando. Non è accettabile che degli sbandati, di notte, facciano caos e mettano le mani addosso a un agente della Polizia locale».
Cavedagna chiede «un presidio immediato della Polizia locale in piazza Verdi» e che gli agenti vengano dotati del taser. Quindi l’affondo politico: «La responsabilità di quello che sta accadendo in zona universitaria è la mancata attività di Matteo Lepore e della sua Giunta, che non dispongono misure idonee di sicurezza e si disinteressano al degrado e alla sicurezza di Bologna».
“Ora basta, serve il taser”
Sulla stessa linea il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Matteo Di Benedetto: «Ora basta. Lepore deve dare il taser agli agenti di Polizia locale». Per l’esponente leghista, lo strumento avrebbe anche una funzione dissuasiva: «La sicurezza della comunità e degli agenti deve essere in cima all’agenda politica della città e i no ideologici di Lepore devono finire».
Solidarietà arriva anche dai coordinatori cittadino e provinciale di Fratelli d’Italia, Francesco Sassone e Marta Evangelisti: «È inaccettabile che un semplice intervento per il rispetto delle regole e del vivere civile sfoci in una simile violenza. Siamo e saremo sempre al fianco di chi indossa una divisa e serve la comunità».