Le gravi minacce
Bologna, il sindaco Matteo Lepore esprime vicinanza a Giorgia Meloni e fa rimuovere la scritta intimidatoria
Solidarietà anche dal presidente della Regione. Gli inquirenti indagano utilizzando la videosorveglianza
La scritta intimidatoria apparsa ieri a Bologna contro Giorgia Meloni, nella quale la presidente del Consiglio viene minacciata con una pistola sulla tempia, è stata rimossa dagli operati del Comune, mentre il primo cittadino, Matteo Lepore, ha chiamato personalmente la premier.
La telefonata a Meloni
“Il sindaco ha espresso privatamente la sua vicinanza alla presidente, a nome suo e della città di Bologna”, riferisce l’assessora del Comune di Bologna alla Sicurezza urbana integrata, Matilde Madrid, dopo l’episodio della scritta contro Giorgia Meloni su un muro della città. “Ieri ho dato mandato al Servizio manutenzione del Comune di cancellare quelle ingiuriose e violente scritte contro la presidente Giorgia Meloni e le forze di polizia. Condanno con forza ogni atto intimidatorio e di violenza”, ha aggiunto la componente della giunta.
La scritta contro Meloni e “i fasci”
Ieri mattina, 4 agosto, in una delle vie principali di Bologna era apparsa la scritta: “Morte a Meloni e ai fasci”, con un disegnino che riprendeva la testa del presidente del Consiglio e una pistola puntata sulla tempia. Accanto, scritte contro le forze dell’ordine e contro Israele.
Le indagini degli inquirenti
Le forze dell’ordine stanno acquisendo tutte le immagini dei sistemi di videosorveglianza, particolarmente presenti nella zona dov’è apparsa la scritta, per risalire agli autori. L’atto vandalico è stato presumibilmente compiuto nella notte tra il 3 e il 4 agosto.
Solidarietà dal presidente della Regione Emilia Romagna
Anche il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha espresso sui social la sua vicinanza al Presidente del Consiglio: “Le scritte e le minacce comparse a Bologna sono un fatto grave e inaccettabile che va condannato senza alcuna ambiguità. Solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni – ha scritto de Pascale – e alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine. Le minacce non hanno nulla a che vedere con il confronto democratico. Il rispetto delle persone e delle istituzioni è un valore che dobbiamo difendere ogni giorno”.