Violate le norme europee
Perde il volo perché diabetico e non passa lo scanner di controllo: bambino italiano di 9 anni fermato all’aeroporto di Londra
I dispositivi del piccolo non dovevano essere sottoposti alle procedure standard. Pronta un'interrogazione parlamentare
Un bambino italiano di nove anni è stato fermato all’aeroporto di Londra perché, essendo diabetico, aveva dispositivi che non gli consentivano di passare lo scanner di controllo. Inutili i tentativi di spiegazione da parte dei genitori, mentre sul fatto è pronta un’interrogazione parlamentare. E così, il regalo dei genitori per la Prima Comunione del bambino si è trasformato in un incubo.
L’interrogazione parlamentare
“La vicenda traumatica del bambino umbro con diabete fermato per controlli all’aeroporto di Stansted, che apprendiamo da notizie a mezzo stampa e sulla quale abbiamo ricevuto, come Intergruppo, una nota da parte di Agd Umbria, se confermata, rappresenta un fatto gravissimo e sconcertante, che non è ammissibile per l’impatto di discriminazione e di stigma che vede come vittima un minore e la sua famiglia, rappresentando una malattia come una colpa. Per questo, se la notizia sarà ufficialmente confermata agiremo prontamente per segnalare il fatto ai ministri competenti, degli Affari esteri, delle Infrastrutture, della Salute, e invieremo una nota all’ambasciatore italiano nel Regno Unito”. Così, in una nota congiunta, i presidenti dell’Intergruppo parlamentare ‘Obesità, diabete, malattie croniche non trasmissibili‘, Roberto Pella e Daniela Sbrollini, intervengono in merito al fatto che sarebbe avvenuto nelle scorse settimane e di cui sarebbe stato vittima un bambino di 9 anni con diabete di tipo 1.
Un viaggio diventato un incubo
“Un controllo di sicurezza all’aeroporto – ricostruisce la nota – ha trasformato in un’esperienza traumatica quello che, per il bimbo, doveva essere il viaggio regalo per la Prima Comunione. Oltre alla perdita dell’aereo e a una notte trascorsa in aeroporto, ci sono da registrare anche le lacrime del piccolo convinto di essere il responsabile dell’accaduto. Secondo quanto riportato, la famiglia era arrivata con tutta la documentazione necessaria, compresa una certificazione medica ufficiale in lingua inglese per attenersi ai protocolli. Il piccolo, accompagnato ai controlli, indossava il sensore per il rilievo glicemico e un microinfusore per insulina, dispositivi che, secondo i protocolli internazionali, non devono essere sottoposti né a scanner corporei né a metal detector per evitare danni irreparabili al software particolarmente delicato.”.