Un bilancio raccapricciante
Più di mille tonnellate di rifiuti tessili sequestrati a Livorno nel 2025. FdI lancia l’allarme: “Giani non faccia finta di nulla”
È stata la consigliera di FdI, Chiara La Porta, a ricordare la quantità di materiale sequestrato l'anno scorso al porto livornese. L'ultima operazione del 23 settembre 2026 ha portato al sequestro di altre 500 tonnellate e alle indagini su una cittadina cinese
Politica - di Gabriele Caramelli - 24 Settembre 2026 alle 18:08
«Dal gennaio 2025 nel solo porto di Livorno sono state sequestrate 1.450 tonnellate di rifiuti tessili». A dare notizia dell’ingente sequestro degli scarti è stata la consigliera regionale di FdI in Toscana, Chiara La Porta, sottolineando che «non si tratta di episodi isolati e non possono essere trattati come tali». L‘esponente ha poi ricordato che due giorni fa «l’ultimo sequestro, circa 500 tonnellate dal distretto pratese e dirette in Malesia, lo dimostra ancora». Dopo i controlli dell’Agenzia delle dogane livornesi e la relazione tecnica dell’Arpat, che ha certificato l’intero carico come rifiuto tessile, il personale dell’Adm ha eseguito il sequestro. In seguito, il personale addetto ai controlli ha comunicato una notizia di reato alla procura presso il tribunale livornese a carico di una cittadina cinese, legale rappresentante della società esportatrice. Nei suoi confronti sono stati ipotizzate le accuse di detenzione, traffico transfrontaliero di rifiuti e falsità ideologica in atto pubblico.
Più di mille tonnellate di rifiuti tessili sequestrati a Livorno nel 2025
Nel ringraziare le autorità per le dogane, La Porta ha ribadito che «nei container non c’erano semplici cascami tessili ma rifiuti non selezionati e non sanificati, insieme a plastica, carta e materiale organico. Ma la domanda è inevitabile: se ne vengono sequestrate 1.450 tonnellate in un anno e mezzo, quante altre ne passano?». Una domanda decisamente sensata. La consigliera regionale ha poi evidenziato che a Prato «bisogna smettere di minimizzare. Accanto alle imprese sane esiste un distretto parallelo che vive fuori dalle regole. Da anni magistratura e forze investigative lanciano l’allarme sulla presenza e sulle infiltrazioni della criminalità organizzata.
Far finta che questo problema non esista significa danneggiare soprattutto le imprese che rispettano le regole». Per questo motivo, «Biffoni e Giani devono smetterla di far finta di nulla. comune e regione devono spiegare quali azioni stanno mettendo in campo per prevenire e contrastare il fenomeno, quali dati possiedono sui flussi dei rifiuti tessili e come intendono rafforzarne tracciabilità e monitoraggio lungo tutta la filiera». D’altra parte, «difendere il distretto significa difendere chi lavora correttamente e colpire chi prospera alle sue spalle».