Lo sfregio e le polemiche
Arriva la cittadinanza onoraria di Marzabotto per Francesca Albanese. Lei non si contiene, scomoda i martiri e l’Apocalisse per parlare della Palestina
Ci risiamo, un altro sindaco ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria alla relatrice Onu, già finita al centro delle polemiche per le sue parole sull'attacco alla redazione torinese de La Stampa
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 24 Settembre 2026 alle 16:26
C’è chi, nonostante il distacco espresso da diverse formazioni di sinistra verso Francesca Albanese, ha deciso di conferirle comunque la cittadinanza onoraria. Come il sindaco progressista di Marzabotto, Valentina Coppi, che ha accolto la relatrice speciale dell’Onu nel teatro comunale martedì per la consegna del riconoscimento. Dopo aver ricordato le vittime della strage cittadina nella seconda guerra mondiale, Albanese si è lanciata in un volo pindarico sulla guerra in Ucraina, parlando di un «vento liberticida che soffia sull’Italia e sull’Europa e una voce paternalistica che parla di guerra necessaria».
Evidentemente non ha chiaro il concetto della difesa di un territorio europeo invaso. Poi è passata alla Palestina, scomodando i testi sacri e mettendo a paragone i martiri di un’altra epoca: «Un genocidio, quello del popolo palestinese, un’Apocalisse che va denunciata non solo per rispetto verso i morti di Marzabotto, ma per vigilanza verso i vivi, verso chi ha bisogno che i diritti siano di tutti».
Francesca Albanese cittadina onoraria: scomoda i testi sacri e i martiri della strage per la Palestina
Il comportamento di una certa sinistra nei confronti di Francesca Albanese rimane ambiguo. Lo stesso sindaco di Bologna, Matteo Lepore, quasi per dare “una botta al cerchio e una alla botte”, come si suol dire, ha rimandato la consegna della cittadinanza onoraria alla relatrice Onu a una data ancora incerta. Insomma, qualcuno continua ad elogiarla mentre altri, che in principio l’avevano difesa, adesso si trovano in difficoltà. Dopo le polemiche sull’utilizzo della parola «genocidio» con Liliana Segre, il rimprovero al sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, che le aveva consegnato la bandiera italiana, in pochi hanno scelto di prendere le parti di Francesca Albanese.
Non meno importanti per gravità sono state le sue parole dopo l’attacco alla redazione de La Stampa a Torino da parte degli antagonisti il 28 novembre 2025. Nel corso di un convegno all’Università Roma Tre, la funzionaria delle Nazioni Unite aveva condannato l’assalto, sostenendo però che l’episodio doveva essere considerato come un «monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro». Soltanto i co-leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno deciso di lanciarsi in una difesa disperata del personaggio: non a caso, ad agosto l’avevano proposta come nome per le primarie del campo largo. Chissà se hanno intenzione di fare retromarcia dopo l’ultima intervista rilasciata da Francesca Albanese a Russia today, in cui ha criticato i governi occidentali per le «dure misure adottate per reprimere le proteste pacifiche contro il genocidio di Gaza». Una distorsione evidente dei fatti.
FdI: «Iniziativa che rischia di coinvolgere un luogo di memoria per fini propagandistici»
Non è mancata l’indignazione del consigliere regionale di FdI in Emilia Romagna, Marta Evangelisti, che ha criticato fermamente la scelta del sindaco Valentina Cuppi: «Nonostante molti a sinistra abbiano scaricato Albanese, lei ha scelto di andare avanti per la propria strada divisiva». L’iniziativa, secondo Evangelisti, «rischia di coinvolgere in modo propagandistico un luogo simbolo della memoria come Marzabotto». Forse l’obiettivo era proprio quello.