La perla di giornata
Nel cabaret delle primarie del Campo largo fa la comparsa anche Riccardo Magi. Muniamoci di pop corn…
Sul teatrino delle primarie cala la perla di giornata. Anche Riccardo Magi potrebbe essere della partita. E allora servirebbe una vagonata di pop corn e godersi lo spettacolo. Non bastasse la guerra non tanto fredda tra Schlein e Conte; non bastasse l’idea di Silvia Salis federatrice. Non bastassero i mal di pancia che prende la maggior parte dei dem, solo a sentir pronunciare la fatidica parola, ecco che arriva lui, il leader di +Europa che si aggiunge al cabaret primarie del Campo largo. E siamo solo all’inizio.
Nel cabaret delle Primarie del Campo largo irrompe Riccardo Magi
Le primarie?, gli chiedono in trasmissione a Un Giorno da Pecora: “Sono favorevole se prima si fa un tavolo politico per decidere le coordinate di base. Se mi candiderei? Se si farà parte della coalizione, non lo escludo: sarebbe interessante una candidatura molto europeista e antiproibizionista, secondo me servirebbe in una coalizione progressista”. Si autopromuove possibile candidato il segretario di +Europa.
Magi, Primarie? “Se entriamo in coalizione non escludo di candidarmi”
A chi gli chiede se al momento voterebbe Schlein o Conte, Magi risponde: “Ad oggi ho molti più punti di contatto con Schlein, specie sulla politica estera”. Se vincesse Conte lo appoggerebbe? “Prima – risponde – bisogna intendersi su alcuni aspetti fondamentali”. Quasi il 90% degli iscritti 5S ha votato per lo stop all’invio delle armi in Ucraina. “Se quella linea dovesse essere la linea della coalizione o del documento politico alla base delle primarie – ha concluso – noi non ci saremo, per dirla chiaramente”.
Magi e le divisioni all’interno di +Europa
Magi si addentra in una zona dolente: le divisioni interne a +Europa già emerse a metà agosto. A far litigare i dirigenti del già esiguo partito era stato l’annuncio del segretario di essere pronto a correre alle eventuali primarie del centrosinistra. “Io correrei con grande entusiasmo”, aveva detto allora e lo ripete oggi in radio. Un farsi avanti che non era piaciuto – riportarono le cronache politiche – a quella parte del partitino che non vede di buon occhio la collocazione nel campo largo: “Apprendiamo che Riccardo Magi intende presentarsi alla primarie del centro-sinistra. Auguri. Naturalmente lo farà – se lo farà – a titolo personale, non a nome di +Europa”: questo fu il duro commento di Hallissey, presidente di +Europa, e di Benedetto Della Vedova.
Primarie del Campo largo, ogni giorno una perla…
Ricapitolando: i maggiori partiti del presunto Campo Largo si fanno la guerra e si “annusano” a suon di sondaggi. Poi c’è +Europa che neanche sa, al momento, se aderirà al Campo largo, aspettando sempre Godot, ossia il programma (che nessuno ha visto arrivare). Una parte del partito, però, non dà per scontato l’ingresso nella grande “ammucchiata”. E purtuttavia il suo segretario Magi si sente di non escludere la sua candidatura alle primarie. Ionesco avrebbe avuto difficoltà a far di meglio.
Tanto più se – per gusto del paradosso- ipotizzassimo una riunione programmatica del Campo largo – della serie prima i programmi poi i nomi-. Magi si dice d’accordo sul nucleare e questa posizione lo vedrebbe in rotta di collisione con Avs. Sulla petrimoniale, un partito liberista come +Europa difficilmento troverebbe unu accordo con Fratoianni. Si vestirebbe da fantasma per protesta? Ne vedremo delle belle. Si diceva che siamo solo all’inizio: senza leader, senza programma, divisi sulle regole per scegliere un candidato premier, con nomi che spuntano per “arricchire” il copione di queste “smanie per le primarie”, sia detto senza offesa per Goldoni.
Napoli: “Schlein e Conte come i sessantottini: ‘Non sappiamo che cosa vogliamo, ma lo vogliamo tutto e subito'”
La chiusa di Osvaldo Napoli della direzione nazionale dí Azione rende bene l’idea dello sconquasso Campo largo: “Elly Schlein vuole le elezioni prima possibile e chiede a Giorgia Meloni – facendo uno sgarbo al presidente Mattarella, unico titolare di questo potere – di indicare una data per il voto. Il Pd è fermo nel sostegno, anche militare, all’Ucraina mentre Giuseppe Conte è altrettanto fermo nel chiedere di sospendere ogni invio di armi. Elly Schlein è pronta alle primarie ma anche no. Giuseppe Conte è pronto alla sfida ma anche no. Cresce la voglia di un federatore/federatrice in settori sempre più ampi del Pd, ipotesi contrastata a pié fermo dai Cinquestelle. Nelle intenzioni di Schlein, settembre doveva essere il mese per mettere a punto il programma del campo largo, ottobre è alle porte e nessuno lo ha visto. Schlein e Conte si comportano come quei sessantottini che sfilavano per strada al grido: ‘Non sappiamo che cosa vogliamo, ma lo vogliamo tutto e subito'”. Cos’altro?