Media & politica
Le angosce della stampa di sinistra: rivolta del Cdr a “Repubblica”, licenziata l’intera redazione dell’Unità
La libertà di stampa sembra essere minacciata, ma una volta tanto non dalla Meloni o da Trump, accusati delle peggiori nefandezze dalla intelligentia di sinistra. Ma dalla stessa sinistra, quella editoriale. Non ha preso bene, il Cdr di Repubblica, quella “marchetta” (termine ironico abitualmente utilizzato per descrivere articoli giornalistici giustificati da motivi di vicinanza o amicizia…) all’ex editore del quotidiano, John Elkann, presidente della Fondazione Agnelli, alla vigilia del sessantesimo anniversario della Fondazione. Una “marchetta” post-datata, peraltro, visto che Elkann era e non è più, a Repubblica, ma che non ha lasciato un bel ricordo ai suoi giornalisti. Il Cdr critica quell’ospitata generosa, sul tema del tetto agli stranieri a scuola (non si capisce bene a che titolo, peraltro), dal titolo: «L’integrazione si costruisce tra i banchi».
Secondo il Cdr la scelta di intervistare Elkann è «inopportuna e controproducente, specie dopo la difficile vertenza che abbiamo vissuto con la sua proprietà». Poi si critica il «miliardario che delocalizza fabbriche e al contempo parla di scuola pubblica» e gli si chiedono invece parole «sulla dismissione del gruppo Stellantis in primis, sulla demolizione scientifica del gruppo editoriale Gedi, sulle poco edificanti vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto». Una rivolta vera e propria, che si conclude con l’invito alla proprietà a dare spazio a notizie scomode per il potere. Ma quale? Quello della Schlein e di Bonelli o quello della Meloni? Mah.
Intanto, anche a causa dei tentennamenti del Pd di Schlein, non se la passa affatto bene neanche l‘Unità. Dopo lo stop alle pubblicazioni dello scorso 7 luglio, Romeo Editore ha licenziato l’intera redazione del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Cinque lettere che chiudono – almeno sul fronte dei giornalisti – l’esperienza iniziata con il ritorno in edicola della testata nel maggio del 2023. I provvedimenti sono stati recapitati il 14 settembre al direttore Piero Sansonetti, ai tre redattori e al grafico. La segretaria del Pd, che aveva manifestato l’intenzione di rilevare la testata, non ha accettato che Romeo conservasse una percentuale di controllo sulla proprietà, anche se in condizione di minoranza.