Il Paese in rivolta
Il Sudafrica in rivolta contro gli immigrati: due morti e novecento arresti per le manifestazioni in piazza
120 manifestazioni in questa settimana. Aumentato il tasso di criminalità sia nelle realtà urbane che nelle periferie
È di novecento arresti e due morti il bilancio delle manifestazioni contro l’immigrazione che hanno scosso il Sudafrica nei giorni scorsi. Il governo di Accra ha confermato la morte di un cittadino ghanese in una sparatoria avvenuta martedì scorso a Città del Capo e chiesto “un’indagine approfondita, trasparente e rapida” sull’accaduto. La polizia sudafricana aveva riferito la morte di un altro uomo a Johannesburg durante uno degli innumerevoli saccheggi ai danni di commercianti stranieri. Nella capitale economica sudafricana è stata inoltre registrata una sparatoria che ha portato al ferimento di due persone, tra cui un minore.
120 manifestazioni in tutto il Paese
La giornata di martedì, secondo gli organizzatori, avrebbe dovuto segnare un termine simbolico entro il quale gli immigrati clandestini da altre nazioni subsahariane avrebbero dovuto lasciare il Sudafrica. Delle 120 manifestazioni svoltesi in tutto il Paese solo 12 sono degenerate in violenze e hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, ha dichiarato ieri in conferenza stampa Tebello Mosikili, vicecommissario della polizia nazionale. La provincia più turbolenta è stata il Capo Occidentale, con 215 arresti, seguita dal Capo Orientale, con 208 arresti. A Durban Jacinta Ngobese-Zuma, leader di March and March, uno dei movimenti di protesta dietro le manifestazioni, ha annunciato che la piazza verrà convocata ogni giovedì finchè il governo non imporrà controlli più stretti alla frontiera.
La rivolta contro i migranti
I dimostranti attribuiscono agli immigrati la responsabilità dei problemi economici del Paese, della scarsa qualità dei servizi pubblici e degli alti tassi di criminalità. E hanno persino impedito loro di accedere all’assistenza sanitaria e all’istruzione nelle strutture pubbliche. Zimbabwe, Ghana, Nigeria, Uganda, Kenya, Mozambico e Malawi hanno reagito con il rimpatrio di centinaia di cittadini che avevano chiesto di tornare per timore di aggressioni . Il governo sudafricano, dal canto suo, ha condannato questi attacchi, pur ribadendo il proprio diritto a contrastare l’immigrazione irregolare. Le tensioni legate all’immigrazione sono un problema ricorrente in Sudafrica e sono spesso sfociate in proteste violente.
Un Paese in enorme difficoltà
Il Sudafrica, da sempre il Paese africano più ricco, oggi vive un momento di enorme difficoltà. La questione dell’immigrazione è sfuggita di mano negli ultimi anni e ha contribuito ad alimentare le tensioni presenti. Proprio il notevole aumento del tasso di criminalità viene percepito dalla popolazione come il frutto di una scarsa barriera contro l’immigrazione, che ha prodotto cambiamenti notevoli. Sia nelle realtà urbane che nelle periferie. Mettendo a rischio la convivenza, fino alla protesta dei giorni scorsi.