Raddoppiati i numeri...
La Spagna invasa dagli immigrati: oltre un milione di richieste di regolarizzazione. Sanchez esulta, ma la Corte Suprema lo stoppa
L'esecutivo vuole dare la cittadinanza anche ai discendenti degli esuli. Popolari e Vox pronti a fare battaglia
Oggi in Spagna si conclude la finestra di tempo data ai migranti senza documenti per presentare la richiesta di regolarizzazione. Al momento sono state presentati oltre 1,2 milioni di domande attraverso la piattaforma Mercurio, il sistema informatico del ministero della Politica Territoriale dove vengono centralizzati i fascicoli. L’amministrazione ha tempo tre mesi per elaborare ogni singola domanda che potrebbe essere accolta o rigettata. L’esecutivo spagnolo, annunciando la misura in primavera, aveva stimato che la sanatoria avrebbe beneficiato mezzo milione di persone. Bisognerà vedere quante richieste verranno effettivamente accettate. Oggi, presentando il Piano di integrazione e cittadinanza, Sanchez ha fatto notare che sono già state presentate oltre un milione di domande di regolarizzazione. “Ciò dimostra quanto fosse necessaria” questa misura, ha detto il premier spagnolo che considera l’immigrazione una risorsa, mentre nel Paese cresce la protesta. E La Corte Suprema lo stoppa mandando le carte all’Ue.
Le parole del premier spagnolo
Sanchez ha difeso la misura – in vigore da metà aprile e i cui termini scadono oggi – non solo perché la Spagna è “un Paese che, come tutto l’Occidente, soffre un inverno demografico” e in cui l’immigrazione “aiuta a coprire le necessità lavorative, a sostenere il welfare e mantiene vivi molti territori”. “Lo facciamo per intelligenza e naturalmente per umanità, per empatia” ha messo in evidenza il leader socialista. “Alcune decisioni che prende il governo parlano non solo del Paese che siamo ma anche del Paese che aspiriamo a essere”, ha evidenziato il primo ministro.
I dubbi della Corte Suprema
La Corte suprema spagnola ha proposto di sottoporre alla Corte di giustizia dell’Ue la regolarizzazione straordinaria dei migranti promossa dal governo, ritenendo che possano sussistere dubbi sulla sua compatibilità con il diritto dell’Ue. Secondo i giudici, alcune disposizioni del decreto che disciplina la regolarizzazione potrebbero entrare in conflitto con il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e con la normativa comunitaria in materia di rimpatrio degli stranieri irregolari. In particolare, la Corte si interroga sulla compatibilità con la direttiva rimpatri, che prevede, salvo specifiche eccezioni, l’adozione di un provvedimento di rimpatrio nei confronti dei cittadini di Paesi terzi soggiornanti irregolarmente nell’Unione. Il dubbio riguarda la possibilità che la normativa spagnola riconosca, in via generale, un permesso di soggiorno temporaneo alle persone presenti irregolarmente sul territorio, senza che venga previamente adottato un ordine di rimpatrio, come invece previsto dal diritto europeo. La decisione della Corte suprema non sospende, per il momento, il processo di regolarizzazione.
L’opposizione protesta: “Strategie elettorali”
Il governo Sanchez sta anche cercando di concedere la cittadinanza a quanti abbiano avuto discendenze iberiche dagli esiliati del franchismo. Il Pp e Vox hanno criticato negli ultimi giorni duramente la “Ley de Nietos”, sostenendo che l’estensione della cittadinanza a centinaia di migliaia di discendenti di emigrati è finalizzata ad alterare il censo elettorale. Il leader del Pp, Alberto Nunez Fejoo, ha accusato il governo di Pedro Sanchez di “fabbricare votanti” e di fare “ingegneria elettorale”. In un’intervista ieri a EsRadio, Feijoo ha sostenuto che dietro la norma via sia “l’interesse a fabbricare nuovi elettori attraverso la cittadinanza e il passaporto”. Vox si è spinta oltre, parlando di un tentativo “di alterare il risultato delle future elezioni”.