Il caso Fakir
Bologna, la tesi paradossale della Schlein: “Lepore voleva arginare la violenza e gli antagonisti”
Assolto su tutto la linea, dal Pd e dalla Schlein, il sindaco “Masaniello” o “Nerone”, come in tanti hanno definito Matteo Lepore dopo gli scontri di Bologna seguiti alla morte del marocchino Fakir e all’appello a scendere in piazza del primo cittadino. Neanche le parole di poliziotto rimasto ferito nelle proteste, con cui si chiedeva a Lepore di scusarsi con gli agenti, hanno sortito effetti: silenzio assoluto, nessuna vicinanza alle forze dell’ordine.
Il Pd si schiera con Lepore: nessuna solidarietà alla polizia
La segretaria del Pd Elly Schlein in un colloquio con il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, parla di sicurezza e su quanto accaduto a Bologna e sulle polemiche intorno al sindaco Matteo Lepore: “Io non penso – dice Schlein – che il ruolo della politica sia commentare i fatti di cronaca. La morte di Abderrahim Fakir è stata drammatica. Le autorità giudiziarie faranno i loro accertamenti, ci sarà tempo per capire se quella morte poteva essere evitata, se i protocolli esistenti siano stati applicati oppure no se quei protocolli vadano rivisti. Ma non servono né condanne né assoluzioni d’ufficio. Non è il nostro lavoro. Vedo che la presidente del Consiglio considera grave quanto fatto dal sindaco Lepore. Io non la penso così. Penso che Lepore abbia fatto ciò che dovrebbe fare un buon amministratore. Ha chiesto alla città un abbraccio alla famiglia. E ha scelto di dare un contributo per governare la frustrazione di una comunità anziché lasciare quella frustrazione in balia degli antagonisti”. Da leader del maggior partito della sinistra, cosa si sente di dire ai manifestanti antagonisti che hanno trasformato, ancora una volta, le forze dell’ordine in un bersaglio?. Risponde Schlein: “Dico che quella violenza è inaccettabile. Dico che la condanniamo fermamente. Dico che il campo progressista sarà sempre un argine a quei violenti. E dico anche che, come ha detto con uno stile perfetto e con le parole giuste la nipote di Abderrahim Fakir, che loro non cercano odio né vendetta ma verità e rispetto”.
Più o meno sulla stessa linea Romano Prodi. “L’idea di far passare Bologna, da sempre simbolo di democrazia e dialogo, come una città divisa e violenta, è folle”, dice in un’intervista al Quotidiano Nazionale Romano Prodi, che difende iil sindaco Matteo Lepore e sottolinea come la manifestazione violenta fosse isolata e priva di legami con la città, chiedendo che l’identificazione dei responsabili chiarisca al più presto la matrice degli scontri. “Il sindaco sarebbe stato attaccato anche senza il presidio. E poi ricordiamoci che a Bologna ci sono state due manifestazioni totalmente diverse e isolate tra di loro. I violenti hanno fatto una loro dimostrazione che non c’entra nulla con la città. Su questo ho una domanda”.
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