Parla il capogruppo di FdI
Bignami inchioda l’opposizione: “Sugli immigrati il Pd viene isolato dalla sinistra europea”
Politica - di Gabriele Caramelli - 17 Agosto 2026 alle 09:45
«Di certo quello che qualcuno considera il più grande giornalista d’inchiesta italiano non si è accorto che andava a cena con chi gli ha fatto piazzare una bomba sotto casa. E l’altra cosa certa è che Ranucci sapeva del sondaggio che lo riguardava promosso da Lavitola». Queste le parole di Galeazzo Bignami, che in un’intervista alla verità ha parlato del caso che coinvolge il conduttore di Report, spiegando che al suo posto non vorrebbe esserci mai. Poi ha aggiunto: «Il servizio pubblico, attraverso Report, mandava in onda inchieste televisive contro il presidente del Consiglio Meloni, fatte da un giornalista che, lavorando a certi sondaggi, mirava a prenderne il posto. Tutto normale?».
Quanto al post sui social in cui Sigfrido Ranucci si paragonava a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il capogruppo di FdI alla Camera sostiene che si sia trattato di «un delirio. Una totale assenza di lucidità». Secondo Bignami questa è una conseguenza del fatto che il giornalista «è stato idolatrato e osannato da tutto un certo mondo, e quindi alla fine si è convinto di essere davvero il loro leader, e di essere intoccabile. Altrimenti non si sarebbe prestato alla lavorazione di un sondaggio di quel tipo».
Bignami stende Schlein e compagni su Ranucci e immigrazione
Semmai anche una certa area di intellettuali moralizzatori dovesse aver subito il contraccolpo dopo gli esiti dell’inchiesta, per Bignami vorrebbe dire che «è tramontata la doppia morale della sinistra. E invece il direttore di Repubblica Cappellini, che ha corretto il sondaggio di Lavitola, scrive che per le cortesie non si controlla il casellario giudiziario. Ricordo però che qualcuno, per gli stessi comportamenti, in passato è stato linciato». In sostanza, «il moralismo della sinistra è sempre vivo: il solito doppio standard». La lista di persone che dovrebbero scusarsi, secondo Bignami, «è lunga e non basterebbe un’intera stagione di Report per declamarla tutta. Parlamentari, giornalisti, pseudointellettuali.
Inoltre, Elly Schlein «dovrebbe scusarsi sia per l’attacco a Meloni avvenuto a suo tempo, sia per la figuraccia che sta facendo oggi, ma soprattutto per aver offeso la sua Patria durante un consesso internazionale. Questo per me è un aggravante. L’Italia non si offende mai, tantomeno dall’estero». Si riferiva al discorso che la segretaria dem fece dal Palco del Pse in Olanda: «Voglio esprimere la mia solidarietà Ranucci, perché è stata trovata una bomba davanti casa sua. La democrazia è a rischio, la libertà di espressione è a rischio quando l’estrema destra è al governo».
Bignami: «Schlein dovrebbe chiedere scusa a Meloni dopo ciò che ha detto in Olanda»
Il silenzio di Schlein sulla vicenda di Ranucci, però, «è qualcosa di più di un semplice imbarazzo. È la dimostrazione che ha sbagliato e continua a sbagliare. Pur di non chiedere scusa, si inventano ipotesi originali, come la fantomatica “pista di destra”. Domani diranno che la bomba l’ho messa io…». Quando si parla della possibilità che il danno di immagine di Ranucci venga pagato politicamente da Schlein, Bignami ha precisato di non aver pensato solo a lei «ma anche ai tanti 5 stelle che avevano individuato il governo come “mandante morale” dell’attentato».
Su Saviano, ha precisato che «tanti “intellò” si sono rivelati senza grande intelletto, in questa storia. Ci accusavano di aver messo in piedi “Telemeloni”: a giudicare da certi prodotti giornalistici, sembra più “Telelavitola”». Quanto all’Anm che aveva assoldato Sigfrido Ranucci per il referendum, Bignami ha sottolineato che «qualche parolina di scuse me la aspetterei anche da loro, se non altro per rispetto di tutti i magistrati che ogni giorno combattono la criminalità».
La Crisi di Ceuta e i controlli sui migranti
Bignami ha parlato anche del tema migratorio, specificando che dopo la crisi di Ceuta «l’Italia ha fatto controlli selettivi, e sapeva già chi doveva fermare prima che atterrassero: abbiamo avuto 3 arresti, più di 20 respingimenti. Da parte spagnola invece vengono fatti controlli a campione, perché siamo di fronte a una misura ritorsiva per stessa ammissione spagnola». Ma c’è un altro dettaglio che ha tenuto a evidenziare: «Alle vestali dell’Unione europea e di Schengen faccio presente che la Francia ha sospeso da anni il trattato di libera circolazione con tutti i Paesi confinanti, Spagna, Italia, Belgio, Lussemburgo, Germania».
«Qualcuno dice che passare da Ceuta al continente è impossibile, ma evidentemente non conosce l’industria che i trafficanti hanno messo in piedi – ha ripreso -. Hanno riconvertito il narcotraffico alla tratta degli esseri umani, come dicono i servizi spagnoli. Con moto d’acqua e piccoli mezzi di trasporto riescono facilmente ad attraversare quel tratto di mare che separa Ceuta dalla Spagna continentale».
«La sinistra confonde la solidarietà con la complicità»
Bignami non ha risparmiato i progressisti neanche sul tema migratorio, affermando che «la sinistra confonde la solidarietà con la complicità. La complicità nei confronti di chi aggira le regole europee per entrare irregolarmente nel nostro continente. L’Italia aveva già criticato pubblicamente, insieme ad altri Paesi europei, la decisione spagnola di regolarizzare un milione di immigrati. Un provvedimento che si è rivelato un formidabile fattore di attrazione migratoria. Lo stesso governo marocchino si chiede che senso abbia respingere i migranti, se chi forza il blocco viene poi regolarizzato».
Oggi, invece «grazie a Giorgia Meloni tutte le nazioni hanno preso consapevolezza che il controllo dei flussi migratori è centrale. Anche per le ricadute sociali di una gestione incontrollata», visto che «chi viene in Italia per restare accede a sussidi e politiche di sostegno sociale, che vengono sottratte agli italiani delle periferie. A pagare il prezzo di un modello sbagliato, quindi, non sono gli intellettuali da Ztl, ma i cittadini più deboli e fragili che hanno bisogno di aiuto».