Chi è l'uomo fermato
Terrore a Belfast, tenta di decapitare un passante in strada: l’aggressore era sbarcato 7 mesi fa (video)
Arrestato un richiedente asilo sudanese
Esteri - di Alice Carrazza - 9 Giugno 2026 alle 19:20
Un uomo riverso a terra, il volto coperto di sangue, il collo squarciato. Sopra di lui un aggressore armato di coltello che continua a colpire. Non è una scena di guerra né il fotogramma di un film horror. È accaduto lunedì sera per le strade di Belfast, dove un richiedente asilo sudanese è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio dopo un’aggressione che ha sconvolto l’Irlanda del Nord e riacceso il dibattito, già incandescente, su immigrazione, sicurezza e controlli alle frontiere.
Il video choc dell’aggressione
Le immagini riprese dai passanti, rapidamente circolate sui social, sono troppo violente per essere rilanciate dai media tradizionali. Mostrano il migrante seduto sulla vittima, un uomo irlandese sulla quarantina, mentre brandisce la lama e gli impedisce di muoversi. Alcuni cittadini, intervenuti con dei bastoni, riescono dopo lunghi istanti a separarlo dall’uomo ferito e a disarmarlo, probabilmente salvandogli la vita.
BREAKING:
The authorities announce that the African migrant who tried to behead a young man in Belfast last night is a Somali citizen
🇬🇧🇸🇴 pic.twitter.com/ZqMWbClYBA
— Visegrád 24 (@visegrad24) June 9, 2026
La vittima è stata trasportata in ospedale in condizioni gravissime. Secondo la polizia ha riportato profonde lesioni al collo, al viso, agli occhi e alla schiena, oltre a una massiccia perdita di sangue. A ore dall’attacco, lotta ancora tra la vita e la morte.
Dal Sudan a Belfast passando per Dublino
Il sospettato, fermato poco dopo le 22.30, è un richiedente asilo sudanese che nel 2023 aveva ottenuto lo status di rifugiato e un permesso di soggiorno quinquennale nel Regno Unito. A confermarlo è stato il capo della polizia nordirlandese, Jon Boutcher. Stando alle prime ricostruzioni degli investigatori, l’uomo avrebbe lasciato il Sudan per raggiungere Parigi, quindi Dublino e infine Belfast, dove sarebbe arrivato in autobus nel febbraio 2023. Una volta entrato in Irlanda del Nord avrebbe immediatamente presentato domanda d’asilo, ottenendo pochi mesi dopo il riconoscimento della protezione internazionale.
La polizia: nessun elemento terroristico
«Non vi sono elementi che facciano pensare a un attacco terroristico», hanno precisato le autorità. Una cautela forse necessaria, nonostante la violenza delle immagini e la dinamica dell’aggressione abbiano già trasformato il caso in una questione politica nazionale ed europea. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito l’episodio «agghiacciante» e «nauseante». «Non ho alcuna tolleranza per scene di violenza così aberranti nelle nostre strade», ha dichiarato, rivolgendo un pensiero al quarantenne ferito e ringraziando i soccorritori, compresi i cittadini intervenuti per fermare l’aggressore.
Il caso diventa politico
A Belfast il passaggio dalla cronaca al confronto pubblico è stato immediato. Il leader unionista Gavin Robinson ha parlato di un’aggressione «barbarica» e «medievale», chiedendo al governo di Londra di riconoscere che «l’immigrazione incontrollata deve finire». Per Robinson, episodi di questo tipo rischiano di spingere «la coesione della comunità sul precipizio».
La leader conservatrice Kemi Badenoch ha posto la domanda destinata a pesare sul dibattito dei prossimi giorni: «Molte persone si chiederanno ancora una volta se si tratta di qualcuno che non avrebbe dovuto trovarsi nel nostro Paese e se ci siano state falle nei nostri confini». Anche Nigel Farage, leader di Reform Uk, ha chiesto piena trasparenza: «Le autorità devono rivelare immediatamente l’identità e lo status dell’aggressore. Le persone hanno diritto alla verità».
Appelli alla calma e tensione sui social
Nel frattempo, sul web circolano appelli per una manifestazione contro l’immigrazione. Alcuni messaggi invitano uomini maggiorenni a presentarsi vestiti di scuro ed essere «pronti a combattere o a essere arrestati». Un segnale della tensione che monta in una città attonita.