Prefazione di don Fabio Rosini
Storie di Roma: il sorprendente romanzo di un parroco che racconta (come in un film) le vie del cuore e della città
C’è una Roma che non compare nelle classifiche sulla qualità della vita, che non si lascia raccontare dai social e che sfugge perfino ai milioni di turisti che ogni anno attraversano la Capitale. È la Roma delle persone comuni, delle ferite nascoste, delle speranze silenziose, delle storie che scorrono tra un taxi, una parrocchia, un ospedale e una panchina sul mare.
È proprio questa la città che don Francesco Indelicato, parroco di Sant’Andrea Avellino a Roma, sceglie di raccontare nel suo nuovo libro Storie di Roma (Carabba editore, 162 pagine, prefazione di don Fabio Rosini)
. Un’opera originale, a metà tra il romanzo, il racconto civile e la riflessione esistenziale, che restituisce ai lettori una fotografia autentica dell’Urbe e dei suoi abitanti.
Roma oltre gli stereotipi: la città vista dal basso
L’intuizione narrativa è semplice quanto efficace. Al centro della vicenda troviamo don Marco, sacerdote romano, e Flaminia, tassista divorziata e laureata in sociologia. Attraverso il loro dialogo e gli incontri quotidiani con persone di ogni estrazione sociale, emerge una Roma diversa da quella delle cartoline.
Funzionari pubblici, artisti, detenuti, malati, giovani in difficoltà, anziani soli: ogni personaggio contribuisce a comporre un mosaico umano che racconta le contraddizioni della Capitale meglio di qualsiasi saggio sociologico.
Don Indelicato mostra una rara capacità di ascolto e osservazione. Non giudica i suoi personaggi, ma li accompagna. Li lascia parlare. E proprio per questo riesce a dare voce a quel popolo silenzioso che troppo spesso resta ai margini del dibattito pubblico.
L’identità italiana passa ancora da Roma
Uno degli aspetti più interessanti del volume è il suo legame profondo con il tema dell’identità.
La Roma descritta dall’autore non è soltanto una città. È il simbolo di una civiltà che continua a interrogarsi sul proprio futuro senza poter rinunciare alle proprie radici. Tra monumenti millenari, quartieri popolari, chiese, piazze e periferie emerge una domanda che attraversa tutto il libro: cosa resta oggi dell’anima di Roma?
La risposta non arriva attraverso slogan ideologici, ma tramite le vite concrete delle persone. Perché, sembra suggerire l’autore, una città non è fatta soltanto di infrastrutture e amministrazione. È fatta soprattutto di relazioni, memoria e appartenenza.
Don Francesco Indelicato: il sacerdote che racconta la realtà senza retorica
Chi conosce don Francesco Indelicato sa quanto il tema della comunicazione sia centrale nel suo percorso umano e sacerdotale. In queste pagine emerge chiaramente la sua esperienza di parroco e di osservatore attento della società contemporanea.
Il pregio maggiore del libro è probabilmente proprio questo: affrontare temi complessi – dalla solitudine all’aborto, dalla crisi della famiglia alla ricerca della fede, fino al senso della libertà e della verità – senza mai scivolare nella predica o nell’astrazione.
L’autore sceglie invece la strada del racconto. E attraverso il racconto riesce a rendere accessibili questioni che toccano profondamente la vita quotidiana di ciascuno.
Un libro che parla alla Roma di oggi
Storie di Roma arriva in un momento storico nel quale la Capitale appare spesso schiacciata tra degrado urbano, crisi sociale e perdita di fiducia nel futuro.
Don Francesco Indelicato compie un’operazione controcorrente: non nega i problemi, ma invita a guardare oltre. A scoprire quella trama invisibile di umanità che continua a tenere insieme la città.
Per questo il libro non è soltanto un omaggio a Roma. È anche una riflessione sull’Italia contemporanea, sulle sue fragilità e sulle sue risorse migliori.
E forse il messaggio più forte che emerge da queste pagine è proprio questo: dietro ogni strada, ogni quartiere e ogni volto si nasconde una storia che merita di essere ascoltata. Perché una comunità vive finché conserva la capacità di raccontarsi.
Don Francesco Indelicato offre ai lettori un’opera che unisce sensibilità pastorale, passione civile e amore autentico per Roma. Un racconto corale che restituisce voce a quella umanità spesso dimenticata, ma che continua a rappresentare il cuore pulsante della Città Eterna.