Solitaria protesta
Ilaria Salis cerca a polemica anche il 2 giugno: «Aboliamo la parata militare». Ma lo chiede solo lei: in via dei Fori è festa grande
“Mi si nota di più se parlo o se non parlo” dice un vecchio detto popolare, che viene in mente nel leggere il commento di Ilaria Salis sui social, nel giorno in cui tutta l’Italia tutta celebra con spirito unitario e amor patrio la Festa della Repubblica. Mentre i cittadini si ritrovano sotto la bandiera tricolore per celebrare il 2 giugno e gli 80 anni del voto al referendum a suffragio universale e mentre il cielo si tinge di bianco rosso e verde, l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis prova a distinguersi attaccando la Rassegna di via dei Fori Imperiali.
Il post della polemica
Ilaria Salis della sinistra di Fratoianni e Bonelli, alleati del Pd di Elly Schlein e del M5S di Giuseppe Conte ma anche da fase alterne di Matteo Renzi ha usato i suoi canali social per lasciare alla cronaca il suo contributo alla giornata di festa. «In un’epoca pericolosamente segnata da riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine, servirebbe il coraggio di compiere una scelta forte e controcorrente: abolire la parata militare del 2 giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile, popolare e democratico».
Lo chiede solo lei
Un atto che definisce ‘di coraggio’ e da ‘compiere’ ma che appare anche solitario. Perché al netto del posizione affidata alla rete, quella di Roma è stata una vera festa di popolo, che a dispetto di quanto scritto da Salis di certo non si esaurisce con una “parata militare”. Dalle Forze Armate ai volontari della Protezione civile, passando per atleti, operatori della sicurezza e rappresentanti delle istituzioni: Roma ha celebrato gli 80 anni della Repubblica con la tradizionale parata del 2 giugno ai Fori Imperiali. Un’edizione speciale, dedicata a chi ogni giorno è al servizio del Paese, come ricordato anche dal tema scelto per il 2026: “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”.
La grande festa di via dei Fori Imperiali
Alla cerimonia hanno assistito le più alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, dopo l’omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria, ha raggiunto via dei Fori Imperiali per presiedere la rivista militare. Presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Numerosa la rappresentanza del governo: tra gli altri, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme ad altre autorità civili e militari intervenute per celebrare la ricorrenza.
250 sindaci da tutta Italia e Bocelli canta l’inno
Ad aprire la cerimonia sono stati i 250 sindaci provenienti da tutta Italia, simbolo degli oltre 8.000 Comuni italiani e del legame tra lo Stato e i territori. Dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale da parte di Andrea Bocelli accompagnato dalla Banda Interforze, la sfilata è entrata nel vivo con le bandiere delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, i gonfaloni di Regioni, Province e Comuni, i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e i vessilli delle organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte, tra cui Onu, Nato e Unione Europea.
Il passaggio degli atleti azzurri
Tra i momenti più apprezzati della mattinata anche il passaggio degli atleti dei gruppi sportivi di Forze Armate, Forze di polizia e Vigili del Fuoco. A precederli sono stati gli sportivi paralimpici, seguiti dagli atleti che hanno rappresentato l’Italia nelle più importanti competizioni internazionali, comprese le recenti Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina. Il primo settore è stato dedicato al personale civile della Difesa, alla sanità militare interforze, ai cappellani militari, ai veterani della Difesa e ai gruppi sportivi delle Forze Armate. A seguire hanno sfilato le Forze Speciali delle quattro Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, rappresentate dagli Alpini Paracadutisti del 4° Reggimento, dagli incursori del Goi della Marina Militare, dagli incursori del 17° Stormo dell’Aeronautica e dagli operatori del Gis dei Carabinieri.
Spazio ai reparti operativi
Ampio spazio è stato poi riservato alle componenti operative della Difesa. L’Esercito Italiano ha presentato allievi delle scuole militari e delle accademie, Granatieri di Sardegna, Lagunari, Paracadutisti della Folgore, Alpini e reparti specialistici. La Marina Militare ha sfilato con gli allievi dell’Accademia Navale, il personale delle unità navali, il Reggimento San Marco e il Corpo delle Capitanerie di Porto. L’Aeronautica Militare ha invece schierato gli allievi della scuola Douhet e dell’Accademia Aeronautica, insieme ai reparti operativi, logistici e di protezione. Hanno quindi attraversato i Fori Imperiali i reparti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con le loro scuole di formazione, le componenti territoriali e i reparti specializzati. Presenti anche i Corpi militari ausiliari dello Stato, tra cui il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e il Sovrano Militare Ordine di Malta, protagonisti di una lunga tradizione di assistenza sanitaria e umanitaria.
Polizia di Stato e Penitenziaria sfilano in settori autonomi
Tra le principali novità dell’edizione 2026, la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria hanno sfilato per la prima volta in settori autonomi e dedicati. La Polizia di Stato, che quest’anno celebra 174 anni di attività, ha aperto il proprio settore con la Bandiera recentemente insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile, seguita dalla Banda Musicale e da una rappresentanza di funzionari e operatori. Anche la Polizia Penitenziaria è stata protagonista di una novità storica: per la prima volta ha sfilato in un settore esclusivo, schierando il comandante, la bandiera del Corpo, la banda musicale, la compagnia in armi e i mezzi operativi.
Volontari, Cri e Vigili del Fuoco presenti
La seconda parte della parata ha visto inoltre sfilare i Vigili del Fuoco, il Servizio Nazionale della Protezione Civile, il Servizio Civile Universale, la Polizia Locale e Metropolitana di Roma Capitale, i volontari della Croce Rossa Italiana e una rappresentanza dell’Unità di Crisi della Farnesina e dei Consoli italiani all’estero. A chiudere i reparti appiedati è stata la tradizionale fanfara dei Bersaglieri, seguita dai reparti a cavallo dei Lancieri di Montebello, dei Carabinieri e della Polizia di Stato, insieme alla storica Artiglieria a cavallo. Nel corso della manifestazione hanno inoltre sfilato numerosi mezzi terrestri delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato. La cerimonia si è conclusa con il sorvolo degli elicotteri delle diverse amministrazioni statali e il passaggio delle Frecce Tricolori, che hanno colorato il cielo di Roma con i colori della bandiera italiana.
io propongo invece che ad essere abolito sia lo stipendio della Salis. A proposito (domanda sincera) ha pagato il debito con Aler Milano?
Ma cosa volete che cerchi costei…!?Può solo ringraziare i deficienti che l’hanno salvata dal carcere !
ProPal, Antfa’, Akatasuma, vanno messi fuori legge. Sono provocatori di violenza, pericolosi per i cittadini.
Ma non si potrebbe abolire lei che dà tanto fastidio ???
La posizione espressa da Ilaria Salis sulla parata del 2 giugno non mi sorprende più di tanto. A mio avviso, la sua uscita rappresenta solo la cima dell’iceberg di un modo di pensare che, purtroppo, esiste ed è più diffuso di quanto si voglia ammettere.
Il problema, infatti, non è soltanto la critica alla parata militare. In democrazia ognuno può avere le proprie opinioni. Il punto è un altro: il 2 giugno non è una semplice esibizione militare, ma una giornata simbolica della Repubblica, delle Istituzioni, della memoria nazionale e del servizio reso al Paese da uomini e donne in divisa, dai corpi civili, dai volontari, dalla Protezione Civile, dalla Croce Rossa, dai Vigili del Fuoco, dalle Forze dell’Ordine e da tutti coloro che, in forme diverse, rappresentano lo Stato e la comunità nazionale. L’articolo, infatti, ricorda che alla cerimonia non hanno partecipato solo reparti militari, ma anche sindaci, atleti, volontari, Protezione Civile, Croce Rossa, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e altre realtà civili dello Stato.
Ridurre tutto questo al solo “militarismo” significa, secondo me, non comprendere il valore profondo della Festa della Repubblica. Il tema ufficiale del 2026, “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”, conferma proprio questa impostazione: non una celebrazione della guerra, ma del servizio, del senso dello Stato e della continuità democratica del Paese.
Salis, da politica esperta nella comunicazione provocatoria, sa benissimo che certe affermazioni creano polemica, visibilità e consenso in quella parte dell’opinione pubblica che non si riconosce nei valori tradizionali di Patria, famiglia, lavoro, senso del dovere, rispetto delle Istituzioni e tutela della proprietà privata. Valori che, piaccia o no, hanno contribuito a tenere in piedi questo Paese anche nei momenti più difficili.
Qui non si tratta di impedire il dissenso. Il dissenso è legittimo. Ma una cosa è criticare in modo costruttivo, altra cosa è colpire simbolicamente tutto ciò che richiama appartenenza nazionale, sacrificio, disciplina, memoria e servizio allo Stato.
Per questo ritengo che la questione non riguardi solo Ilaria Salis. Lei è semplicemente l’espressione più visibile di una cultura politica che tende a delegittimare tutto ciò che rappresenta ordine, identità nazionale, autorità democratica e responsabilità collettiva. E quando si arriva a considerare la Festa della Repubblica come un fastidio da ridimensionare o abolire, forse il problema non è la parata: il problema è il rapporto che una parte della politica ha con l’idea stessa di Nazione.
Il 2 giugno dovrebbe unire, non dividere. Ma per unirsi bisogna prima riconoscere che esistono simboli, sacrifici e valori comuni che meritano rispetto, anche da parte di chi politicamente la pensa in modo diverso.
Questa persona non è normale.
Andrebbe chiusa in qualche posto isolato.Quando parla fa danni.Quello che preoccupa è che qualcuno la segue.
Meglio sarebbe non considerarla affatto.
Finalmente l’inno di Mameli cantato con i dovuti crismi, per la Salis, professori vari &C. sarebbe opportuno ricordare loro che l’Italia si è fatta con baionetta e moschetto (partigiani compresi) dall’inizio dei moti indipendentistici alla guerra di liberazione ed il sacrificio delle Forze Armate(abbandonate dal loro Comandante supremo Re sciaboletta) è stato importante
Bellissima festa dell’ottantesimo anniversario della costituzione della nostra repubblica! Peccato che abbiate dato spazio a dei pareri, non certamente autorevoli, che tutto anno a che vedere meno che con questa ricorrenza storica e meravigliosa!
Ilaria Salis chi…, quella che mazzolava i militanti di destra in giro per l’Europa?
Quella che è allergica alle forze dell’ordine?
Quella che non vorrebbe in piazza una parata di militari che dovrebbe difendere le nostre città , ma una parata di militanti per mettere a ferro e fuoco le nostre città!
Ma come possiamo continuare a spendere i soldi dei contribuenti per pagare lo stipendio a questa persona anti italiana ,
una che critica o addirittura vorrebbe cancellare la festa che ricorda la nascita della Repubblica Italiana che ha dato la possibilità alle donne di poter votare che ha rotto la barriera che limitava i diritti alle donne!
Una donna , con un atteggiamento di disprezzo verso quell’Italia dalla quale trae i propri mezzi di sostentamento e gli ha garantito la libertà e la dignità di donna
che non c’era certo prima del 2 giugno!
Questa è una nostra rappresentante in Europa. 🖕🖕🖕🖕
E se abolissimo Ilaria Salis ?
Ma perché non la mandate ad occupare le capanne in Africa, oppure ad occupare gli igloo nell’artide, basta che la leviate dai ciglioni in Italia?
Per il commento della Salis sul 2 Giugno perché la Elly non “riferisce” in Parlamento??? “Loro” per ogni “alito di vento lo chiedono”…. A Giorgia!😂