I dati del Made in Italy
L’Italia ha vinto la guerra dei dazi con Trump: boom dell’export negli Usa e record tra i paesi europei
Esteri - di Luca Maurelli - 21 Giugno 2026 alle 09:34
“A Trump siamo antipatici? Ai consumatori Usa no: l’Italia supera il Giappone nell’export“, è il fulminante titolo del blog del giornalista economico del “Corriere della Sera” Federico Fubini, che nelle ore del più duro scontro diplomatico mai andato in scena tra Italia e Usa pubblica le cifre di quello che può essere considerato un vero e proprio “miracolo” italiano nell’export, verso gli Usa e non solo. Lo sbarramento trumpiano dei dazi, a quanto pare, è stato battuto dal “made in Italy“, non solo sull’agroalimentare ma anche nella farmaceutica e nelle nuove tecnologie, scrive in un lungo articolo sul cartaceo, dal titolo più sobrio, “Il sorpasso dell’Italia, ora esporta più del Giappone grazie agli Stati Uniti”.
L’Italia sta vincendo la sfida contro i dazi di Trump
Si può vincere una guerra commerciale anche senza selfie e implorazioni, lo dimostra l’Italia del governo Meloni, che fin dall’inizio – grazie anche a deleghe ad hoc sul “made in Italy” – aveva puntato sulle eccellenze industriali per vincere la sfida con la bilancia commerciale e anche quella dei pagamenti, visto l’andamento eccelso anche di settori come turismo e servizi. Nell’era dei dazi trumpiani, per l’Italia il 2025 è stato un anno record. L’export italiano verso gli Stati Uniti è salito a circa 69,6 miliardi di euro, in crescita del 7,2% rispetto al 2024. Gli Usa sono il secondo mercato di sbocco dell’export italiano, con una quota del 10,8% del totale delle esportazioni nazionali. Il surplus commerciale italiano con gli Usa, circa 34,2 miliardi di euro, è adesso anche il più elevato che l’Italia registra con qualsiasi partner commerciale. Niente male, viste le premesse.
Salta il vertice di Miami? Un vero peccato per entrambi…
“Una vittima collaterale dell’assurda offesa di Trump a Giorgia Meloni è stato il summit bilaterale di Miami. Doveva vedere, oltre alla partecipazione di Marco Rubio e Antonio Tajani, una folta rappresentanza di imprese statunitensi e italiane. Un evento preparato con cura e da molti mesi dalla nostra diplomazia, è saltato all’ultimo momento per il gelo in cui Trump ha precipitato le relazioni tra i due Paesi. Eppure, anche in questo momento in cui i rapporti sono pessimi, si può dire una cosa con certezza: la tempesta politica non impedirà che fioriscano le relazioni fra le due economie, italiana e americana”, scrive Fubini, che parla di “sopravvivenza” italiana al Liberation Day (i dazi trumpiani). “Ma è grazie al fantastico exploit del made in Italy sul mercato Usa che è avvenuto un sorpasso clamoroso: l’Italia davanti al Giappone, nella classifica delle grandi potenze esportatrici. Questo successo spettacolare si spiega con i settori ad alta tecnologia, e ha il suo motore trainante proprio negli Stati Uniti”.
I numeri dicono che il previsto rallentamento delle esportazioni italiane verso il mercato americano non c’è stato, anzi. È accaduto l’opposto. Gli Stati Uniti si sono confermati il principale mercato extraeuropeo per il made in Italy e il motore di una crescita che ha portato l’Italia a compiere uno storico sorpasso sul Giappone nella classifica mondiale degli esportatori. Un risultato impensabile fino a pochi anni fa. Dieci anni fa il nostro Paese oscillava tra il sesto e il settimo posto della graduatoria globale. Oggi è stabilmente tra i protagonisti del commercio internazionale. Nei primi nove mesi del 2025 l’export italiano è cresciuto del 6,6% in dollari, una performance superiore a quella registrata da molte grandi economie europee. A trainare la crescita non sono stati soltanto i comparti tradizionali del made in Italy. I settori che hanno contribuito maggiormente all’espansione dell’export sono stati la farmaceutica, i macchinari industriali, i beni strumentali, i mezzi di trasporto, la chimica specializzata, l’agroalimentare e il lusso. Secondo dati citati da Reuters, nel 2025 le esportazioni farmaceutiche italiane verso gli Stati Uniti sono aumentate di oltre il 54%, confermando il ruolo sempre più centrale del settore biomedicale e della ricerca avanzata. La Germania continua a essere il primo partner commerciale dell’Italia, ma il peso degli Stati Uniti cresce costantemente. Nonostante dazi & capricci di Trump.