L'annuncio da Washington
È scoppiata la pace tra Iran e Usa (dice Trump). “Abbiamo messo fine alla guerra”. Cosa prevede l’accordo
Trump: “Abbiamo messo fine alla guerra con l’Iran”. Accordo vicino, stop agli attacchi Usa e riapertura di Hormuz
Quando mancavano appena tre ore ai bombardamenti Usa sull’Iran, Donald Trump ha ordinato di fermare tutto. Poco dopo ha annunciato quello che potrebbe essere il più importante accordo diplomatico degli ultimi mesi: “Abbiamo messo fine alla guerra”. Dietro la svolta, una bozza d’intesa che prevede tregua, riapertura dello Stretto di Hormuz e nuovi negoziati sul programma nucleare di Teheran. Al momento, l’Iran non ha ancora dato una conferma ufficiale.
Parlando in una teleconferenza a sostegno del candidato governatore della Georgia Burt Jones, Trump ha affermato che l’obiettivo principale dell’intesa è stato raggiunto: impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari.
“Non so se lo sapete, ma oggi abbiamo messo fine alla guerra con l’Iran”, ha detto il presidente americano. “Hanno accettato di non avere mai armi nucleari. Questo rappresentava il 95% dell’accordo”.
Gli attacchi Usa all’iran fermati a poche ore dal via
Secondo quanto riferito da Nbc News, le forze armate statunitensi erano ormai a circa tre ore dall’avvio di una nuova ondata di bombardamenti contro obiettivi iraniani quando Trump ha ordinato improvvisamente di annullare l’operazione.
I bersagli erano già stati individuati, la Marina americana aveva modificato i piani operativi e predisposto le munizioni necessarie. Il cambio di rotta deciso dalla Casa Bianca avrebbe colto di sorpresa anche diversi vertici militari, rimasti “confusi” dalla decisione dell’ultimo minuto.
La bozza dell’accordo tra Usa e Iran: 60 giorni di tregua e riapertura dello Stretto di Hormuz
Nel frattempo emergono i dettagli della bozza di accordo tra Washington e Teheran. Secondo fonti dell’emittente araba Al-Arabiya, il testo prevederebbe una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio.
Durante questo periodo si svolgerebbero negoziati sul programma nucleare iraniano e sull’uranio altamente arricchito. In cambio, gli Stati Uniti sarebbero pronti ad alleggerire le sanzioni economiche e a rimuovere parte delle restrizioni imposte a Teheran.
Le stesse fonti sostengono che il via libera definitivo dell’Iran sarebbe già stato trasmesso a Washington attraverso la mediazione del Qatar e che un organismo internazionale supervisionerà il rispetto degli impegni da entrambe le parti.
Teheran non conferma, ma apre all’intesa
L’Iran non ha ancora confermato ufficialmente l’esistenza dell’accordo. Ma da Teheran l’agenzia Fars e le fonti vicine ai pasdaran riferiscono che la leadership iraniana sarebbe orientata ad accettare l’intesa.
Trump, dal canto suo, continua a mostrarsi ottimista: “Abbiamo appena raggiunto un accordo fantastico per la guerra con l’Iran”. Il presidente americano ha aggiunto che la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe avvenire immediatamente dopo la firma, che potrebbe arrivare già nel fine settimana durante incontri previsti in Europa.
Netanyahu appoggia Trump: “L’Iran deve smantellare il programma nucleare”
Anche Israele segue da vicino gli sviluppi. In un messaggio pubblicato sull’account ufficiale del premier Benjamin Netanyahu, è stato reso noto che Trump ha informato il leader israeliano del memorandum d’intesa in preparazione con Teheran.
Pur non essendo parte dell’accordo, Netanyahu avrebbe espresso apprezzamento per la linea americana, chiedendo che il testo finale includa la rimozione del materiale nucleare arricchito, lo smantellamento delle infrastrutture per l’arricchimento dell’uranio, limiti alla produzione missilistica e la cessazione del sostegno iraniano ai gruppi armati attivi nella regione.
Se l’accordo verrà formalizzato, si tratterà del più importante risultato diplomatico raggiunto finora per porre fine a una guerra durata tre mesi, costata migliaia di vittime e responsabile di forti tensioni sui mercati energetici globali.