Chi soffia sull'odio
Valditara: “Le piazza antifa sono un pericolo. La sinistra deve fare i conti con i totalitarismi rossi”
Le piazze violente del 25 aprile e del 1 maggio, la cacciata della Brigata ebraica, gli attacchi ad alzo zero contro il governo dimostrano che esiste un pericolo antifa, che è ben diverso dall’antifascismo, che mina i valori portanti della Costituzione. Ne è convinto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, bersaglio privilegiato di pro Pal e antagonisti. Intervistato da Libero, mette in guardia dalla confusione che regna a sinistra sui valori “che hanno ispirato la nostra Costituzione. E sul perché sia stato giusto combattere il fascismo”.
Valditara: la sinistra deve ancora fare i conti con i totalitarismi rossi
“Sembra che non abbiano ancora fatto i conti con la storia, rimanendo ancorati a riflessioni come quelle sul ‘Fascismo eterno’ di Umberto Eco; parole forzate che andrebbero estese a qualsiasi tipo di regime totalitario, anche di sinistra”. Così Valditara per il quale la sinistra deve ancora fare i conti con i totalitarismi rossi “perché in quanto dittature hanno avuto molto in comune con quel fascismo che oggi dicono di voler combattere. I veri antifascisti, i Matteotti, i Rosselli, i Gobetti hanno combattuto il regime poiché rappresentava la negazione delle libertà. Fra queste, innanzitutto, la libertà di parola e la libertà di stampa, che – sottolinea il ministro – presuppone un giornalismo che non falsifica i fatti in nome della ideologia. Insomma, hanno combattuto contro l’imposizione del pensiero unico, l’eliminazione della democrazia tramite la sostituzione delle piazze (la marcia su Roma) alle urne, la violenza fisica e verbale come strumento di lotta politica, la demonizzazione dell’avversario. Alcuni tratti del fascismo ritornano in modo preoccupante in certe componenti massimaliste e radicali dell’opposizione. Questo perché i tratti liberticidi del fascismo erano gli stessi del comunismo. E una parte importante della sinistra non ha ancora fatto i conti con quella realtà drammatica”.
“Gli antifà non hanno niente a che vedere con lo spirito antifascista”
Valditara torna a sottolineare il silenzio delle opposizioni di fronte all’escalation di violenze nel nome dell’antifascismo. Neppure una parola di condanna, per esempio, da parte del campo largo di fronte al manichino a testa in giù del ministro durante i cortei del 25 aprile. “Bisogna dire basta alle urla e alle violenze di certe piazze e tornare ai valori della Costituzione: pluralismo, democrazia, libertà di opinione, pensiero critico e non indottrinamento”. Sia chiaro – specifica Valditara – “l’antifascismo non è un pericolo. Cosa diversa sono i cosiddetti “Antifa”. Quei gruppi non hanno nulla a che vedere con lo spirito antifascista, sono degli intolleranti come lo furono i comunisti. Dobbiamo ricordare che cos’è stato il comunismo dove si è avverato: un totalitarismo oppressivo e sanguinario. L’intelligenza politica di Togliatti nel radicare il Partito comunista all’interno della democrazia italiana non cancella le atrocità commesse dai regimi comunisti, nessuno escluso”. E ancora: “Il tema non è la pacificazione. Serve un’accettazione delle regole democratiche scritte nella Costituzione. Da parte di tutti, anche da chi a parole si dichiara antifascista”.
Ultima notizia
La finale il 16 maggio
Eurovision 2026, boom social per Sal Da Vinci: “Per sempre sì” fa ballare tutta Vienna
Cronaca - di Marcello Di Vito