La Commissione
Trasparenza dei partiti, irregolarità nei bilanci di Avs e Pd. E tutti si dimenticano delle donne
I partiti finiti nel mirino della Commissione parlamentare di verifica dei bilanci sono in tutto sedici, ma fa scalpore che proprio i due partiti di sinistra, che rivendicano straparenza a accusano gli altri di “opacità” nel tracciamento dei finanziamenti pubblici, sono tra quelli a cui vengono contestate le maggiori irregolarità. Ne scrive oggi la testata on line “Open“, secondo cui Avs e Pd nonì hanno passato il vaglio di regolarità della commissione per il controllo dei rendiconti dei partiti politici, presieduta da un magistrato della Corte dei Conti. Con loro, anche la Lega e Azione di Calenda, che hanno ricevuto contestazioni sul bilancio 2024 e ora dovranno spiegare meglio alla commissione come hanno incassato e speso i contributi pubblici e privati incassati.
La trasparenza dei partiti
“Come spiega la relazione ai presidenti di Camera e Senato della commissione le contestazioni sulla regolarità dei conti sono state inviate e sono in corso interlocuzioni per chiarire alcune poste che non sembrano regolari secondo la legge. Le risposte sono tardive o non esaustive e quindi la commissione non ha potuto mettere il visto di regolarità ai conti in tempo utile per l’invio della relazione annuale ai presidenti delle due Camera (cioè entro il 30 aprile scorso)”, scrive Open, che fa anche notare come la commissione tira le orecchie però a tutti i segretari di partito sull’obbligo di destinare alla partecipazione delle donne alla vita politica almeno il 10 per cento degli incassi spettanti dalla legge. “Tutti i partiti formalmente accantonano una posta in bilancio con quel valore, il problema però è che quei soldi non vengono realmente spesi per lo scopo, ma accantonati di anno in anno. Così la commissione ha sollecitato loro ad utilizzare concretamente la quota del 10 per cento delle somme spettanti ad iniziative volte ad accrescere la partecipazione attiva delle donne alla politica, evitandone l’accantonamento pluriennale”.
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