I dati Istat
Inflazione, l’Istat dà ragione al governo: “Assegno unico e Irpef hanno difeso i redditi” Leo: “Giusta la rotta”
Il Sole24Ore riconosce: Gli interventi fiscali che in questi anni si sono occupati dei redditi delle italiane hanno dovuto ingaggiare una battaglia campale contro l’inflazione. E l’hanno vinta"
L’assegno unico e le riforme dell’IRPEF degli ultimi cinque anni hanno salvato i redditi dall’aumento automatico di tassazione legato a una forte inflazione: il cosiddetto drenaggio fiscale. La conferma arrivata dall’Istat è sottolineata con grande entusiasmo dal viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo .“Si tratta di una conferma autorevole, che si aggiunge a quella già espressa dalla Banca Centrale Europea”. Si tratta dei primi importanti risultati di un lavoro che il governo sta intraprendendo con le leggi finanziarie, con le misure come il taglio del cuneo fiscale e delle aliquote Irpef, i vari interventi sul lavoro e sulla riforma fiscale, I risultati di un lavoro preciso di cu oggi si vedono i benefici. Lo dice l’Istat.
Il Sole 24 Ore lo rimarca ancora una volta nell’edizione di mercoledì 13 maggio. “Gli interventi fiscali che in questi anni si sono occupati dei redditi delle italiane hanno dovuto ingaggiare una battaglia campale contro l’inflazione. E l’hanno vinta. Riuscendo, per di più, a concentrare proprio nei nuclei più colpiti dalla corsa dei prezzi. Senza la quale, però, l’impatto di questo gruppo di misure sarebbe stato comunque naturale assai maggiore”.
Leo: “Beneficio per i contribuenti”
“I dati confermano la bontà del nostro lavoro- ha evidenziato Leo- : le riforme fiscali attuate dal governo Meloni hanno più che compensato il drenaggio fiscale, garantendo un beneficio concreto per i contribuenti. È un risultato che dà sostanza all’impegno preso con gli italiani”. “Si tratta – ha proseguito il viceministro dell’economia – di una conferma autorevole, che si aggiunge a quella già espressa dalla Banca Centrale Europea. La rotta tracciata dalla delega fiscale è quella giusta: ridurre la pressione sui redditi medio-bassi, sostenere il lavoro e le imprese, rendere più moderno il nostro sistema”. “Siamo nella fase conclusiva del percorso di riforma fiscale – chiosa il viceministro -. L’intenzione è quella di approvare gli ultimi provvedimenti della delega e poi consolidare quanto fatto in questi anni con una visione di medio-lungo termine, che possa garantire continuità ed efficacia alla nostra azione legislativa”.
Il Sole 24 Ore torna sui dati Istat
L’ Istat mette a confronto il conto fiscale dei redditi nel 2021 e nel 2026. E tiene conto quindi di due capitoli di misure – ragiona oggi il quotidiano economico- . “Il primo è rappresentato dall’assegno unico universale entrato in campo nel marzo 2022. Che essendo indicizzato ha potuto contrastare l’inflazione al contrario delle vecchie detrazioni ancora a valori nominali. E da solo ha realizzato il 26% della compensazione complessiva. L’altro 74% è stato prodotto dalle evoluzioni dell’Irpef. Che ha visto le aliquote ridursi da cinque a quattro nel 2022 e poi tre con la delega fiscale del Governo Meloni, che ha anche incorporato il taglio strutturale al cuneo fiscale”.
Il combinato disposto Irpef assegno unico
Il risultato ha colto nel segno: assegno unico e riforme Irpef sono andati incontro hanno fatto di più, soprattutto per i redditi bassi, più danneggiati dai prezzi perché dedicano ai consumi di base una quota maggiore delle proprie risorse. I numeri mostrano che le intenzioni delle misure del governo hanno avuto incidenza proprio sulle fasce che ne avevano bisogno: trattate peggio dall’inflazione, con buona pace delle polemiche di chi invoca patrimoniali ad ogni tornante politico e chiede «tagli all’Irpef dei ricchi». Ridurre la pressione sui redditi medio bassi, sostenere il lavoro e le imprese, rendere più moderno il nostro sistema traggono i loro risultati. Ora, sostiene Leo, bisogna «consolidare quanto fatto con una visione di lungo termine, che possa garantire continuità ed efficacia alla nostra azione».
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