Siamo soli nell'universo?
Ufo, il Pentagono pubblica centinaia di nuovi file: avvistamenti, dossier e il caso del sito classificato in New Mexico
La prima diffusione dei documenti declassificati è avvenuta l'8 maggio. Il Dipartimento ha riferito di un miliardo di accessi al proprio sito e prepara il terzo rilascio
Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha reso pubblica una seconda serie di documenti precedentemente classificati sugli oggetti volanti non identificati (UFO), proseguendo il processo di declassificazione avviato con la prima diffusione dell’8 maggio. Il materiale, pubblicato sul portale del Pentagono, non contiene elementi che confermino l’esistenza di forme di vita extraterrestri, ma amplia il quadro delle segnalazioni raccolte nel corso di decenni.
Il Pentagono pubblica altri file sugli Ufo
Secondo quanto riportato dalle autorità statunitensi e da ricostruzioni diffuse da agenzie internazionali, il nuovo rilascio include 222 file contenenti una documentazione relativa a osservazioni, indagini militari e segnalazioni provenienti da installazioni sensibili. Tra i dossier emerge una raccolta di rapporti storici relativi a un sito classificato di Sandia, nel New Mexico, dove tra il 1948 e il 1950 sarebbero stati registrati numerosi episodi anomali.
I documenti sugli avvistamenti: «Sfere verdi, dischi e palle di fuoco»
In uno dei documenti, si fa riferimento a 116 pagine di indagini su presunti avvistamenti multipli, nei quali vengono descritti circa 209 episodi riconducibili a «sfere verdi», «dischi» e «palle di fuoco» osservati nei pressi di basi militari statunitensi. Le informazioni, pur non corroborando alcuna origine extraterrestre, vengono inserite nel più ampio archivio storico delle segnalazioni non identificate analizzate dalle autorità militari nel secondo dopoguerra.
Oltre un miliardo di accessi al sito
Il Dipartimento della Guerra ha sottolineato che il portale dedicato agli Ufo ha registrato, sin dal suo lancio, oltre un miliardo di accessi a livello globale, dato interpretato come indicativo del forte interesse pubblico verso il fenomeno e verso le politiche di trasparenza governativa. L’amministrazione ha inoltre confermato che è in preparazione un terzo rilascio di documenti, che andrà a integrare ulteriormente il materiale già declassificato. Sebbene la pubblicazione non introduca elementi conclusivi sul fenomeno degli oggetti non identificati, essa rappresenta un ulteriore tassello nel processo di apertura degli archivi militari statunitensi, inserendosi nel dibattito più ampio sulla sicurezza aerea, la classificazione delle informazioni sensibili e la gestione delle segnalazioni non spiegate all’interno delle strutture militari.
(Italpress)
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