Il trucco di Nichi
Ex Ilva, Vendola esulta per la prescrizione ma la spaccia per assoluzione. Montano le proteste: “Non ti ricandidare”
Nichi Vendola esulta dopo la prescrizione del presunto reato di concussione nel processo bis “Ambiente svenduto” sull’ex Ilva di Taranto. Ma nel lungo sfogo pubblicato sui social l’ex governatore pugliese finisce per confondere la prescrizione con una vera assoluzione nel merito, trasformando una decisione tecnica legata ai tempi della giustizia in una sorta di rivincita politica personale.
“Finisce qui una storia che sarebbe buffa se non fosse una tragedia”, scrive Vendola, parlando di “13 anni di calvario” e sostenendo che proprio chi aveva imposto limiti severi all’ex Ilva sarebbe stato trascinato in un “processo di piazza”.
Vendola contrabbanda la prescrizione per assoluzione
La prescrizione, però, non cancella le accuse né equivale a una sentenza che dichiari innocenza. Significa invece che lo Stato non può più giudicare il reato perché è trascorso troppo tempo. Un dettaglio giuridico tutt’altro che secondario, ma completamente assente nella narrazione proposta dall’ex leader di Sinistra Ecologia Libertà.
Nel suo lungo intervento, Vendola attacca magistratura e sistema giudiziario, denunciando incompatibilità della Corte e tempi infiniti del processo. Ma rivendica anche la propria gestione ambientale dell’Ilva, sostenendo di essere stato il primo a intervenire su diossina, benzopirene e monitoraggi ambientali.
Parole che riaprono inevitabilmente il dibattito sulla gestione politica della vicenda Taranto durante gli anni della sinistra pugliese, proprio mentre migliaia di cittadini continuano a convivere con le conseguenze ambientali e industriali del caso ex Ilva.
Durissima anche la replica degli ambientalisti. Luciano Manna di Veraleaks parla di “condanna morale” e accusa la politica di essersi rifugiata dietro la prescrizione: “Per noi contano le persone morte o ammalate a causa degli inquinanti della fabbrica”. L’associazione annuncia nuove iniziative legali contro governo italiano e Commissione europea, contestando i finanziamenti pubblici destinati all’ex Ilva e ad Acciaierie d’Italia.
Travaglio al veleno: “Con che faccia contesteranno i prescritti di destra?”
La vicenda giudiziaria si chiude ma quella politica è ancora più esplosiva. Fioccano le proteste anche dal M5s: «A questo punto, Vendola rassegni le dimissioni da presidente di Sinistra Italiana e rinunci a candidarsi alle prossime elezioni politiche», si legge sui social pentastellati.
Decisamente più duro Marco Travaglio, che sul Fatto quotidiano dedica un editoriale velenosissimo. «Un processo nato anche dalle denunce dell’altro leader di Avs, Angelo Bonelli, che sulle condotte di Vendola sull’Ilva ha detto cose pesantissime e si è costituito con i Verdi parte civile chiedendo anche la sua condanna e un risarcimento complessivo di 400mila euro. Ora dovrebbe esprimere un giudizio sulla prescrizione accettata da Vendola senza fare un plissé. E così gli altri leader del centrosinistra, possibilmente prima di fare le liste per le Politiche. Con che faccia contesteranno i prescritti di destra che si spacciano per assolti, se candidano gente che fa lo stesso?».
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