Al Festival dell'Economia
Legge elettorale, Ciriani: “Entro giugno la prima lettura. Da Schlein & c. solo no”. Renzi con loro? “Un’assicurazione per la vita”
“Mercoledì abbiamo la riunione dei capigruppo alla Camera col presidente Fontana e i capigruppo chiederanno la calendarizzazione nel mese di giugno della riforma della legge elettorale, quindi c’è la volontà di accelerare al massimo l’approvazione”. L’annuncio è di Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, parlando a Trento al Festival dell’Economia. Poi chiarisce lo stato dell’arte. “Dopo aver atteso le proposte del centrosinistra che non sono mai arrivate, il centrodestra ha deciso, naturalmente col consenso del governo, di accelerare. Quindi noi speriamo entro la fine del mese di giugno di poter approvare almeno in prima lettura alla Camera la nuova legge elettorale”.
Legge elettorale, Ciriani: pronti a votare entro giugno
La bussola è chiara. “Vogliamo fare una legge proporzionale con una soglia di sbarramento non troppo elevata. Con un piccolo premio di maggioranza, un premio di maggioranza proporzionale. Che è un premio, coerente con le indicazioni che ha dato la Consulta, pertanto intorno al 42%. Poi i numeri si possono correggere in Parlamento e in commissione”. Quello che conta – insiste l’esponente di FdI – è che una coalizione che raggiunge un certo consenso abbia un certo premio, non superiore a una certa soglia. “In modo tale da impedire che chiunque vinca possa scegliersi non solo il presidente della Camera e del Senato, ma anche il Presidente della Repubblica. Ragioniamo – spiega – per avere un premio che garantisca la stabilità e la governabilità. Senza mettere a repentaglio la possibilità del Parlamento di scegliere il presidente della Repubblica in una logica la più ampia e la più condivisa possibile”.
Dalle sinistre solo muri e no preventivi
Il ministro ha sottolineato la ripetuta indisponibilità al dialogo delle opposizioni. “Abbiamo chiesto su questo fronte più volte, soprattutto alla segretaria del Partito democratico, cioè il più grande partito dell’opposizione, cosa ne pensa, cosa ne pensa il Pd, cosa ne pensa il centrosinistra. Non ci è arrivata nessuna proposta, se non un muro di no che nasconde la difficoltà, secondo me, del centrosinistra di dare una risposta in positivo“. Quanto alle preferenze, Ciriani ha ribadito che Fratelli d’Italia è assolutamente favorevole. ” Anche su questo spero che nel lavoro di commissione si possa trovare uno strumento per rendere il meccanismo meno automatico. C’è la necessità di indicare al cittadino il fatto che il tuo voto conta e che il tuo voto vincola il tuo partito, il tuo eletto, la tua coalizione a rispettare il mandato. Se invece si vota, ci si aggredisce, si giura eterna inimicizia durante la campagna elettorale e poi il giorno dopo si creano i governi con tutti dentro è chiaro che la gente non va più a votare. Ci sono molti nostalgici dei tempi in cui in cui i governi si facevano e si disfacevano dopo il voto, ma questo io spero che possa essere un ricordo del passato”.
Renzi nel campo largo per noi è un’assicurazione sulla vita
E il discorso si amplia ai problemi interni al campo largo, incapace di esprimere una posizione unitaria. “La preghiera laica che faccio ogni mattina è che Renzi vada nel campo largo perché per noi è un’assicurazione sulla vita“, aggiunge scherzando. Riflettori anche sulla possibilità di elezioni anticipate dopo le parole del ministro Salvini. Non se ne parla. “Probabilmente Salvini ha pensato che visto che c’è il mondo che è impazzito, forse sarebbe più utile, più cinico per il centrodestra andare subito al voto e affrontare un centrosinistra che è ancora in alto mare. Perché non ha un leader, non ha una coalizione. Ma la presidente Meloni ha sempre detto che noi governeremo fino all’ultimo giorno”. Poi la rivendicazione della stabilità dell’esecutivo, guardando a Inghilterra, Germania e Francia. Noi – sottolinea Ciriani – siamo l’unico governo che continua a godere di un ampio consenso popolare. Poi vedremo tra un anno se sarà così ampio da confermarlo anche alla guida per gli altri cinque anni. Però sicuramente rispetto a quello che avviene in altri Paesi del mondo, il nostro consenso è ancora molto molto forte”.
Ultima notizia
Il trucco di Nichi
Ex Ilva, Vendola esulta per la prescrizione ma la spaccia per assoluzione. Montano le proteste: “Non ti ricandidare”
Cronaca - di Carlo Marini