La sconfessione
Stop di Salvini ai candidati islamici con la Lega: “Sbagliato includerli. Chi usa il velo o inneggia a Allah nel volantino non ci rappresenta
I due rappresentanti della comunità islamica, candidati a Vigevano «non rappresentano la Lega e chi li ha candidati ha sbagliato»: lo ha detto con chiarezza il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, a margine di un sopralluogo a Milano chiudendo con un secco e fragoroso no il caso delle candidature islamiche nelle liste della Lega a Vigevano. Il numero uno del Carroccio è intervenuto sulla questione esprimendo senza mezzi termini il proprio dissenso per una scelta che ha messo a rumore la base e i vertici locali di Via Bellerio, chiusi nel riserbo fino all’intervento del leader, che ha definitivamente sciolto – e senza riserve – la prognosi politica.
Lo stop di Salvini sui candidati musulmani con la Lega alle comunali di Vigevano
Il portavoce della locale comunità islamica Hussein Ibrahim e la studentessa di scienze politiche Hagar Haggag,«non rappresentano la Lega» ha tuonato Salvini. Spiegando subito dopo: «Il problema non è l’etnia o la religione – ha osservato e rilanciato sul punto –. Abbiamo candidato e abbiamo rappresentanti nei Comuni di tante etnie diverse, di tante nazionalità e di tante religioni». «Ma – ha poi aggiunto a stretto giro – non puoi fare un volantino in arabo inneggiando ad Allah. O fare un volantino col velo… Quella è un’altra storia»…
“Non rappresentano la Lega”
Per essere ancora più chiari: per Salvini, non si tratta di una questione di provenienza o di fede, quanto di compatibilità culturale e simbolica con l’identità del partito. «I due rappresentanti della comunità islamica candidati a Vigevano non rappresentano la Lega. E chi li ha candidati ha sbagliato», ha tagliato corto il ministro. Ma il riferimento che si legge tra le righe è evidentemente alle modalità con cui il portavoce della comunità musulmana locale, e la studentessa universitaria, hanno impostato la loro comunicazione elettorale. Perché una propaganda religiosa che richiama simboli di un mondo culturale lontano, o il ricorso a lingue straniere, sono elementi per Salvini e per la Lega che rappresenta, incompatibili con la tutela e il rilancio delle radici identitarie e delle tradizioni nazionali.
Salvini sui candidati musulmani della Lega a Vigevano: valori e simboli rappresentano un limite invalicabile
Pertanto, nonostante Ibrahim abbia replicato definendosi un «esempio di integrazione», per il vertice leghista il confine tra inclusione e snaturamento dell’identità politica è stato superato. Salvini ha escluso per ora commissariamenti della sezione locale, ma la linea politica è tracciata: la Lega non è disposta a cedere su veli e richiami confessionali in arabo in nome di una generica apertura elettorale. Una posizione netta che riafferma la centralità di valori e messaggi, rispetto a possibili “innovazioni tattiche” delle segreterie locali.
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