Violenza senza tetto né legge
Sechi minacciato dagli anarchici sotto tutela, dal governo indignazione e solidarietà al direttore: la libertà di stampa non si tocca
Violenza ideologica, minacce concrete e virulenza anarco-insurrezionalista tornano a colpire l’informazione libera, mettendo nel mirino, proprio come sull’onda lunga degli anni di Piombo, chi ha il coraggio di scrivere e commentare la realtà senza filtri. Sì, perché da circa due settimane, il direttore di Libero Mario Sechi è stato posto sotto tutela da parte della Questura di Milano.
Minacce dagli anarchici a Sechi, sotto tutela il direttore di “Libero”
Il provvedimento, a garanzia della sua sicurezza, si è reso necessario a seguito di una serie di gravi minacce scaturite dai suoi editoriali sulla morte di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due militanti d’area rimasti uccisi a Roma lo scorso 20 marzo a causa dell’esplosione dell’ordigno artigianale che stavano confezionando.
Un fattaccio, odioso e inquietante, che ha sollevato un’ondata di sdegno e una compatta reazione di solidarietà da parte dei vertici del governo e di Fratelli d’Italia, a cui si unisce il Secolo d’Italia, uniti nel condannare l’ennesimo attacco ai presidi democratici.
Minacce anarchiche a Sechi, Fazzolari: «Chi pensa di fermare la sua penna libera sbaglia»
Ad aprire gli interventi in solidarietà al direttore Sechi è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’attuazione del programma di governo, Giovanbattista Fazzolari che, senza se e senza ma, a chiare lettere dichiara: «Piena solidarietà al direttore di Libero, Mario Sechi, per le minacce ricevute. Grande apprezzamento per il lavoro che svolge con libertà e coraggio, tali da averlo reso bersaglio di ambienti anarchici con conseguente attivazione della tutela. Chi pensa di fermare la sua penna con questi metodi sbaglia: conosco Mario Sechi e so per certo che non è tipo da farsi intimidire».
La Russa, «Solidarietà a Sechi: intimidire la stampa è colpire un presidio della democrazia»
Non solo. Subito dopo, a sua volta, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha rimarcato la gravità della situazione, ribadendo dal fronte istituzionale che «tentare di intimidire la stampa significa provare a colpire un presidio fondamentale delle nostre istituzioni democratiche. Al direttore di Libero Mario Sechi va la solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica per le minacce ricevute dagli anarchici».
Giuli: «Colpire un giornalista significa colpire uno dei presìdi essenziali della vita democratica»
e nonj si fanno attendere anche i commenti del ministro della Cultura, Alessandro Giuli che, sulla drammatica vicenda, poco fa ha sottolineato: «Rivolgo la mia vicinanza al direttore di Libero, Mario Sechi, destinatario di gravi minacce che meritano una condanna netta e senza ambiguità. Colpire un giornalista attraverso intimidazioni e violenze verbali significa colpire uno dei presìdi essenziali della vita democratica. La libertà di informazione e il pluralismo delle idee costituiscono valori irrinunciabili che devono essere tutelati con determinazione».
Sechi, Malan: «La libertà di stampa non va giù ha chi ha fatto dell’illegalità una matrice di vita»
Ma non è ancora tutto. Perché dalla Camera al Senato, il coro dell’indignazione politica e della solidarietà umana si fa stringente. Lucio Malan, presidente dei senatori di FdI, ha dichiarato: «Esprimo l’incondizionata solidarietà mia re del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato della Repubblica al direttore del quotidiano Libero Mario Sechi, costretto alla disposta tutela per le minacce di cui è stato oggetto da parte degli anarco-insurrezionalisti. La libertà di stampa non va giù ha chi ha fatto dell’illegalità la propria matrice di vita e proprio per questo ritengo che essa vada ancor più difesa in queste circostanze. La nostra democrazia è basata sul principio di questa libertà che ne costituisce il fondamento. E oggi, come in passato, non vanno fatti passi indietro rispetto alle violenze di chi nella democrazia non crede affatto».
Bignami sulle minacce a Sechi: nessuna intimidazione da chi ha in odio al democrazia
A fargli eco alla Camera è il capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, che intervenendo sul caso ha rilevato: «A nome mio e di tutto il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, piena solidarietà e vicinanza al direttore di Libero Mario Sechi per le vili minacce ricevute dagli anarchici. Sono certo che il direttore Sechi, ora sotto tutela, non si farà intimidire da chi ha in odio la democrazia, di cui la stampa libera è un presidio imprescindibile. Fratelli d’Italia e il governo Meloni saranno sempre contro la violenza e les intimidazioni di chi vuole imporre la propria ideologia con la forza».
Donzelli e la richiesta di “fermezza bipartisan”: «Condanna unanime contro chi odia la libertà»
Netta anche la presa di posizione di Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, che ha invocato fermezza bipartisan: «Solidarietà al direttore di Libero, Mario Sechi, sotto tutela a causa delle minacce ricevute dagli anarchici. Condanniamo la viltà di chi, attraverso la violenza, tenta di condizionare il lavoro della stampa e dei giornalisti. Siamo certi che il direttore Sechi non si farà intimidire da personaggi che odiano la democrazia e la libertà. Ci auguriamo una condanna unanime: le istituzioni devono rimanere unite contro chi vorrebbe provare in questo modo a sovvertire lo Stato».
E ancora. Anche Sara Kelany (deputato di FdI) si dichiara a sua volta al fianco di Mario Sechi, e rilancia: «Difendiamo a testa alta la libertà di pensiero e di informazione da chi vorrebbe silenziarle. È preoccupante che una parte della sinistra spesso strizzi l’occhio a questi ambienti estremisti, come abbiamo visto nel caso della difesa a spada tratta del centro sociale Askatasuna o delle conferenze stampa con i Carc organizzate addirittura in Parlamento dal M5S: mi aspetto che tutti prendano posizione condannando senza se e senza ma». Un appello che al momento resta senza risposta…
Da Mollicone un fermo no a intolleranza ideologica e deriva violenta
Infine, ma solo per il momento, il commento di Federico Mollicone, presidente della Commissione Editoria della Camera, che va ad allargare il raggio del cerchio delle reazioni politiche asserendo: «Esprimo la più ferma condanna per le gravi intimidazioni di matrice anarchica rivolte al direttore di Libero, Mario Sechi, a cui va la mia totale e sincera solidarietà. Chi colpisce il giornalismo libero colpisce il cuore stesso delle nostre istituzioni democratiche». Concludendo: «Da parte della Commissione Editoria, continueremo a respingere con forza ogni forma di intolleranza ideologica e a difendere l’autonomia dell’informazione contro qualunqe deriva violenta».
Minacce a Sechi, Giornaliste Italiane: solidarietà a Mario. Difendiamo la libertà di stampa
In ultimo, segnaliamo una nota dell’Associazione Giornaliste Italiane che non ha voluto mancare di tributare «solidarietà al direttore di Libero Quotidiano, Mario Sechi». Sottolineando quanto siano «inaccettabili le minacce ricevute da parte di gruppi anarchici, che vorrebbero reprimere con la violenza il diritto di opinione di chi non la pensa come loro. Ci affidiamo al lavoro degli inquirenti affinché i responsabili siano individuati. Perché la libertà di stampa – conclude la nota – è un bene prezioso che va difeso con convinzione. Siamo certe che Mario non si lascerà intimidire. E ci troverà al suo fianco nella battaglia per il diritto-dovere di un giornalista di informare i cittadini».
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