Un episodio allarmante
Due morti nell’esplosione al Parco degli acquedotti a Roma: anarchici vicini a Cospito, stavano maneggiando un ordigno
Piantedosi ha convocato il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo. Una delle due vittime già coinvolta in un'inchiesta per terrorismo. Tajani: «Un fatto che preoccupa molto, la bomba era destinata a un attentato»
Giallo dai profili inquietanti a Roma. Due persone, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliani, sono morte in un’esplosione al Parco degli Acquedotti di Roma. Si tratta, secondo quanto emerso, di due anarchici legati al gruppo di Alfredo Cospito, ancora detenuto al regime di 41 bis.
La vicenda
L’allarme è scattato quando al 112 è arrivata la segnalazione da parte di un cittadino che si è accorto del crollo causato da un’esplosione in via delle Capannelle, a Roma. I soccorritori giunti sul posto hanno accertato il cedimento del solaio di un casolare in disuso, noto come Casale del Sellaretto. Sono poi cominciate le operazioni per rimuovere le macerie. E proprio mentre si stava mettendo in sicurezza l’area è stato fatto il primo tragico rinvenimento del corpo di un uomo privo di vita. Poco dopo è stata trovata la salma di una donna e si è proceduto all’identificazione delle due vittime.
La pista anarchica
Nelle ore successive al ritrovamento dei due corpi è emersa la pista anarchica. Fra le prime ipotesi investigative, il fatto che i due si sarebbero trovati nel casolare per confezionare un ordigno. Da un primo esame esterno, il corpo dell’uomo aveva diverse bruciature e uno degli arti superiori mutilato. Al vaglio degli investigatori anche l’ipotesi che i due stessero preparando un attentato. Secondo quanto emerso, Mercogliano, cinquantatré anni, nato a Nola, era stato coinvolto nella maxi inchiesta di Scripta Manent sulla cellula eversiva torinese legata alla sigla internazionale Fai-Fri. Condannato in primo grado a cinque anni di carcere, in appello era stato assolto dall’accusa di associazione terroristica.
La riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo
A seguito del caso, per domani alle ore 12 al Viminale è stato convocato il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa) che sarà presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Tajani: «Preoccupati per il clima di tensione, la bomba destinata a un attentato»
«Certamente il fatto che due anarchici maneggiassero una bomba alla vigilia del voto referendario lascia molto perplessi, preoccupa molto», ha osservato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in diretta al Tg4, mettendo in guardia dal «clima di tensione che gli anarchici e gli elementi di estrema sinistra» stanno alimentando. «Vedremo cosa volevano fare, ma certamente la bomba era destinata a fare un attentato», ha detto ancora Tajani, aggiungendo che «dobbiamo continuare a restare con la guardia alta e il governo lo sta facendo e ringrazio tutte le forze dell’ordine per il lavoro che compiono ogni giorno».
Valditara: «Fatto gravissimo»
«Quanto sta emergendo dalle prime indagini sull’esplosione avvenuta nel parco degli Acquedotti a Roma impone la massima attenzione. Se saranno confermate le ipotesi investigative, ci troveremmo di fronte a un fatto di estrema gravità, che sta a dimostrare la pericolosità degli ambienti anarchici. Troppo spesso vi è stato nei loro confronti un atteggiamento di sottovalutazione se non di giustificazione, nonostante la denuncia del governo sul rischio di un ‘salto di qualità delle azioni dell’area anarchica e antagonista», ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
La Lega: «Anarchici preparavano bomba per uccidere, uno di loro aggredì nostri militanti»
«La morte di due anarchici, ammazzati dall’esplosione della bomba che stavano confezionando con il verosimile obiettivo di uccidere, è sconvolgente ed è – si legge in una nota della Lega – l’ennesima conferma della pericolosità di certi ambienti. A destare preoccupazione è anche la notizia che una delle vittime era stata protagonista dell’aggressione ad alcuni militanti della Lega a Marina di Carrara nel 2022. Da troppo tempo assistiamo a sabotaggi all’alta velocità ferroviaria e a violenze contro manifestazioni internazionali di pregio come le Olimpiadi o grandi opere come Tav o Ponte sullo Stretto. La situazione è altamente preoccupante, ma da buoni leghisti non molleremo mai».
Chi è Alfredo Cospito
Alfredo Cospito è un anarchico insurrezionalista italiano, attualmente detenuto presso il carcere di Sassari in regime del 41-bis. Ad aprile 2024, la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 23 anni di reclusione per l’attentato del 2006 contro la scuola allievi Carabinieri di Fossano.
Nel settembre scorso la Corte Europea dei Diritti Umani ha respinto il suo ricorso, dichiarando legittima l’applicazione del 41-bis nei suoi confronti.
A dicembre la Cassazione ha ribadito che Cospito è ancora considerato socialmente pericoloso, confermando la necessità del regime speciale per impedirgli di comunicare con la galassia anarco-insurrezionalista. Il 2012, Cospito fu protagonista della gambizzazione di Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, azione rivendicata dal “Nucleo Olga” della FAI (Federazione Anarchica Informale).
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