Ha 81 anni
Rudy Giuliani in condizioni critiche: l’ex sindaco di New York ricoverato per una polmonite
“È in condizioni critiche ma stabile”, fa sapere il portavoce. A commentare la notizia arriva anche il presidente Donald Trump che lo ricorda come “un vero guerriero, il miglior sindaco di New York”
L’ex sindaco di New York e già avvocato personale di Donald Trump, Rudy Giuliani, è ricoverato in condizioni critiche in un ospedale della Florida. A comunicarlo è stato il suo portavoce, Ted Goodman, che ha precisato come l’81enne si trovi in una condizione “critica ma stabile”. Giuliani, secondo quanto riferito dal New York Post, è stato ricoverato per polmonite.
“In preghiera per il sindaco d’America”
Goodman ha affidato ai social un messaggio improntato alla resilienza dell’ex sindaco: “Giuliani è un combattente che ha affrontato ogni sfida con forza incrollabile e sta lottando con la stessa determinazione anche ora”. Da qui l’appello a unirsi “in preghiera per il sindaco d’America”.
Anche Donald Trump è intervenuto pubblicamente, definendo Giuliani “un vero guerriero” e “di gran lunga il miglior sindaco nella storia di New York”, denunciando al contempo il trattamento ricevuto da quella che ha definito “sinistra radicale”.
Dalla lotta alla criminalità all’11 settembre
La notizia riporta al centro dell’attenzione una figura che ha attraversato alcune delle stagioni più decisive e controverse della politica americana recente. Procuratore federale negli anni ’80, Giuliani costruì la propria reputazione nella lotta alla criminalità organizzata prima di diventare sindaco di New York dal 1994 al 2001.
Il suo nome resta indissolubilmente legato alla gestione della città durante gli attentati dell’11 settembre, evento che ne consolidò l’immagine internazionale come simbolo istituzionale.
Il ruolo accanto a Trump e le elezioni del 2020
Negli anni successivi, il suo profilo si è progressivamente trasformato fino a renderlo uno dei più stretti alleati di Trump. In qualità di avvocato personale dell’ex presidente, Giuliani è stato in prima linea nella campagna per contestare l’esito delle elezioni del 2020, sostenendo accuse di brogli sistematici mai confermate e respinte in sede giudiziaria.
Quel periodo ha segnato l’inizio di una parabola discendente. Emblematica la conferenza stampa del novembre 2020 davanti al Four Seasons Total Landscaping di Philadelphia, divenuta emblema dello stupore repubblicano di fronte alla vittoria di Joe Biden. Anche in quel contesto, Giuliani insistette: “Non siate ridicoli”.
Le vicende giudiziarie
Negli anni successivi, le conseguenze legali si sono moltiplicate. Nell’agosto 2023 un giudice federale lo ha condannato a pagare 148 milioni di dollari per diffamazione a due funzionarie elettorali della Georgia. Il giorno seguente dichiarò bancarotta e fu successivamente radiato dall’albo degli avvocati.
Nel 2024, durante un’udienza, sintetizzò la propria situazione con parole dirette: “Non riesco a pagare le mie bollette”. Un accordo raggiunto nel gennaio 2025 gli ha poi consentito di conservare parte dei suoi beni, evitando ulteriori espropri.
Parallelamente, Giuliani è stato coinvolto in altri contenziosi, tra cui cause per diffamazione intentate dalle società di sistemi elettorali e un procedimento penale sempre in Georgia, archiviato nel novembre 2025. Nello stesso periodo, Trump ha annunciato una grazia simbolica per lui e altri alleati, nel tentativo di proteggerli dall’accanimento dei giudici federali.
A complicare ulteriormente il quadro personale, un grave incidente automobilistico nel New Hampshire, avvenuto lo scorso anno, gli aveva causato una frattura alla colonna vertebrale e numerose lesioni. Appena due giorni fa era tornato pubblicamente sulla scena televisiva per manifestare il suo disappunto sulla guerra in Iran, ma la sua voce era già guastata dal tremore.
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