Missione compiuta
Rubio: “Ottimo incontro con la premier Meloni. Non abbiamo parlato di basi, io da sempre a favore della Nato”
Un’ora e mezza di “dialogo franco”, per dirla con le parole della premier Meloni, quello tra la presidente del Consiglio e il segretario di Stato americano, Marco Rubio, a Palazzo Chigi. Una missione delicata, all’insegna del disgelo dopo le ultime intemerate del presidente Donald Trump all’indirizzo dell’Italia. Al termine del colloquio, scandito da una pausa di italianissimo caffè, Rubio tira le somme. Obiettivo raggiunto, lascia intendere a caldo con un post su X. “Ottimo incontro con la premier italiana Meloni a Roma per rafforzare la duratura partnership strategica Usa-Italia”, scrive accompagnando il post con la foto del saluto a Palazzo Chigi.
Rubio: “Ottimo incontro con la premier Meloni, partnership rafforzata”
Parole confermate dal Dipartimento di Stato Usa. L’incontro tra Rubio e Meloni ha avuto l’obiettivo di “rafforzare il solido partenariato strategico tra Stati Uniti e Italia. Rubio ha sottolineato l’impegno degli Stati Uniti a una stretta collaborazione sulle priorità condivise. Sono state discusse le sfide alla sicurezza regionale, tra cui quelle relative al Medio Oriente e all’Ucraina, e l’importanza della continua collaborazione transatlantica per affrontare le minacce globali”, si legge nella nota. L’inviato di Washington a Roma, incontrando la stampa, ha chiarito che nel bilaterale con Meloni non si è discusso del ritiro delle truppe statunitensi dall’Italia. Ha detto anche di essere un “forte sostenitore della Nato”, ma – ha aggiunto – “alcuni Paesi europei, come la Spagna, ci hanno negato l’uso di quelle basi per un’emergenza molto importante”.
Non si è parlato della basi Usa in Italia. Io da sempre favorevole alla Nato
“È una decisione che deve prendere il presidente, ma io ho sempre detto pubblicamente di essere un forte sostenitore della Nato. Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato è la possibilità di disporre di forze schierate in Europa che possiamo impiegare in altre situazioni di emergenza. Ora però non è più così, almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato. Si tratta di un problema che va approfondito”. E ancora: “C’è sempre un piano per effettuare una rotazione all’interno della Nato. Ma in ultima analisi la decisione spetta a Trump”.
Hormuz, se verranno lanciati missili gli Usa risponderanno
Sulla crisi mediorientale e il vulnus dello Stretto di Homuz l’inviato della Casa Bianca, in visita all’ambasciata americana a Roma, ha detto che “se verranno lanciati missili contro gli Usa, risponderemo”. E ha precisato che gli attacchi di giovedì erano separati dall’Operazione Epic Fury. Sul fronte della guerra russo-ucraina, invece, Rubio ha confermato l’impegno degli Usa a mediare per ottenere una pace duratura tra Mosca e Kiev. “Restiamo pronti a fare da mediatori ma non vogliamo perdere tempo se gli sforzi non vanno avanti“.
Rubio sottolinea il rapporto “molto forte” con il Vaticano
Riflettori puntati anche sull’incontro con papa Leone XIV, altrettanto atteso dopo i durissimi e ripetuti attacchi di Trump al pontefice. “Abbiamo un rapporto molto forte col Vaticano. E questo viaggio era stato pianificato molto tempo prima”, ha detto Rubio rispondendo ai giornalisti che chiedevano dettagli del colloquio. “È stato un incontro molto buono, abbiamo parlato di diverse aree del mondo”, dove il Vaticano ha una presenza, ha spiegato. Infine l’avvertimento alla stampa: nessun consiglio sulle critiche al papa da rimandare indietro a Trump.
Trump dirà sempre cosa pensa degli Stati Uniti
“Perché dovrei dirle cosa raccomanderò al presidente? Ma, al di là di questo, il presidente parlerà sempre in modo schietto di ciò che pensa degli Stati Uniti e della politica americana. Il presidente degli Stati Uniti agirà sempre nel miglior interesse degli Stati Uniti. Penso – ha tagliato corto Rubio – che possiamo farlo e allo stesso tempo mantenere un rapporto molto produttivo, fruttuoso e importante con la Chiesa, che svolge anch’essa un ruolo importante nel mondo”.
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