Parole sconcertanti
Roma Capitale, per Sala è una sciocchezza, Rampelli lo fulmina: “Farnetichi. Nel mondo decine di nazioni ‘sciocche'”
Roma non può essere considerata una città come le altre. Il Vicepresidente della Camera: "Rattrista vedere un sindaco di ravvivare antiche e stupide ostilità di impronta campanilistica"
La legge per Roma Capitale, traguardo storico e obiettivo accarezzato da sempre da FdI ha avuto l’ok in prima lettura alla Camera. Ma sulla circostanza si è abbattuta la sgrammaticatura istituzionale del Pd che si è astenuto. Ma la sinistra non cessa di stupire e allo sfregio del Pd si aggiunge anche la dichiarazione farneticante del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. A margine di un evento il sindaco ha perso un’occasione per tacere.
Sala: “Sciocco porre troppa attenzione su Roma”
“Io penso che non sia giusto che ci sia una legge speciale solo per Roma Capitale: ripartiamo dalle tre grandi città metropolitane che sono Napoli, Roma e Milano, oppure allarghiamo le città metropolitane. Non credo che il nostro Paese abbia bisogno solo di una legge speciale per Roma”. E ha spietato l’assurda contestazione: “Non è un problema di diritti, ma di interesse del Paese -aggiunge Sala-. Questo Paese va avanti se le realtà locali vanno avanti. Mi sembrerebbe sciocco porre troppa attenzione su Roma e meno attenzione sulle altre città”. Risponde per le rime il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, confutando punto per punto il sindaco di Milano.
Rampelli replica a Sala: “Tu farnetichi”
A proposito di “sciocchezze”, “vorrei informare il sindaco del Pd Giuseppe Sala, dopo le sue farneticanti dichiarazioni, che ci sono decine di nazioni “sciocche” in Europa e nel mondo che hanno attribuito alle rispettive capitali status giuridici in sintonia con le funzioni istituzionali speciali che assolvono. Anche per consentirgli di competere ad armi pari con le altre capitali del mondo”. Rampelli fa presente a Sala che “godono di uno status amministrativo, legislativo o finanziario autonomo e rafforzato rispetto alle altre città: Parigi, Berlino, Madrid, Vienna, Bruxelles, Londra, Praga e molte altre… “. Pertanto, le parole di Sala acquistano tutta la loro pochezza.
“Antiche e stupide ostilità di impronta campanilistica”
“Rattrista -commenta Rampelli- vedere il sindaco di una grande e autorevole città come Milano ravvivare antiche e stupide ostilità di impronta campanilistica tese a penalizzare ancora una volta una capitale che dovrebbe essere anche la sua e che al contrario misconosce. Concordo invece sulla necessità di ampliare poteri e responsabilità di tutti i comuni italiani, in testa le città metropolitane: i cui sindaci sono sopraffatti non tanto dalle competenze nazionali quanto da quelle regionali. Che infatti vengono massimamente trasferite nella proposta di riforma costituzionale dalla Regione Lazio a Roma. Forse a Sala sfugge questo dettaglio”.
A Sala sblocchiamo un ricordo: il Pd votò la legge per Roma Capitale
Poi un’ulteriore precisazione: ”L’incremento dei poteri dei comuni italiani cui si riferisce, che ci vede da sempre favorevoli, non ha nulla a che vedere con lo status della capitale. Che tuttavia, ricordo, ha già avuto il voto favorevole nella scorsa legislatura per tre letture, del suo partito e di quasi l’intero Parlamento. Con la sola eccezione del M5S. Ricordo anche che la legge ordinaria per riconoscere a Roma le sue mansioni eccezionali fu opera del milanese Bettino Craxi e risale al 1982”.
Roma non può essere considerata una città come le altre
Anche da Azione sono sconcertati: ”Le dichiarazioni del sindaco di Milano risultano davvero incomprensibili. Proporre un approccio uniforme per le grandi città metropolitane significa ignorare un dato oggettivo e incontestabile: Roma non può essere considerata una città come le altre. Come del Paese e sede delle istituzioni costituzionali sostiene ogni giorno funzioni, costi e responsabilità che eccedono di gran lunga quelli di qualsiasi altra area urbana italiana”. Così in una nota i consiglieri di Azione in Campidoglio.
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