Dem pilateschi
Roma Capitale è realtà, ma il Pd tradisce la città. Meloni: «Gualtieri e la sinistra dovranno renderne conto ai cittadini»
+ Seguici su Google DiscoverUn voto che segna uno spartiacque, non solo normativo ma soprattutto morale. L’approvazione in prima lettura alla Camera della riforma costituzionale per Roma Capitale rappresenta un traguardo storico, inseguito per decenni da Fratelli d’Italia e oggi finalmente a un passo dalla realtà grazie alla determinazione del governo Meloni. Ma l’evento porta con sé una macchia indelebile: lo sconcerto per l’astensione del Partito Democratico. Un caso su cui la premier Meloni è intervenuta dichiarando sconcerto e disappunto.
Roma Capitale, Meloni: «Amarezza e stupore per l’astensione del Pd»
Il presidente del Consiglio, infatti, nel riassumere i fatti commentarli tra le righe, ha prima spiegato: «È stata approvata oggi, in prima lettura alla Camera, la riforma costituzionale per rafforzare il ruolo di Roma Capitale e per attribuire al Campidoglio i poteri legislativi necessari per occuparsi di materie che toccano da vicino la vita dei romani e l’interesse dell’Italia tutta, perché una Capitale che funziona aiuta la crescita dell’intera Nazione». Quindi ha commentato: «Con amarezza e stupore dobbiamo registrare la decisione del Partito democratico di astenersi. È una scelta che colpisce molto perché, com’è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell’esame parlamentare le proposte presentate dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri».
Sottolineando nelle more: «Oggi, però, il Partito democratico decide di non rispettare gli impegni presi e di interrompere un processo costituente pienamente condiviso, e che aveva visto finora il pieno coinvolgimento del Campidoglio e della Regione Lazio e che aveva trovato maturazione in Parlamento. È impossibile accogliere l’invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso Pd a non votare una riforma condivisa e che rafforza il ruolo istituzionale della Capitale, a prescindere da chi la governa oggi e la governerà domani. Oggi si interrompe un processo costituente, e i responsabili di questa scelta hanno nomi e cognomi. Il Pd e il sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai cittadini».
Mollicone (FdI): «Riforma storica, da Pd astensione indecente, Gualtieri scarica i municipi»
Ma Giorgia Meloni non è stata la sola a dare voce all’amarezza e allo sgomento per un comportamento parlamentare che appare incomprensibile. Dalle aule di Montecitorio a Palazzomadama, la reazione di Fratelli d’Italia è stata unanime. Il deputato Federico Mollicone, firmatario storico di questa battaglia insieme alla Meloni, definisce l’astensione dem «indecente», accusando Gualtieri di aver scaricato i Municipi. E asserendo: «Con l’approvazione alla Camera di oggi si compie un altro passo verso una riforma storica, attesa da decenni, che darà una nuova centralità alla nostra Capitale. L’astensione del Pd, che amministra la città, svela la sua doppia morale: parlano di decentramento e poi non lo concedono. Gualtieri, adesso, lo spieghi ai Presidenti e ai cittadini».
Roma Capitale, Fratelli d’Italia insorge: «Il Pd come Ponzio Pilato»
Sulla stessa linea il senatore Andrea De Priamo, che ha parlato di «spirito di fazione e opposizione aprioristica». Dichiarando: «Il Pd con l’astensione sul disegno di legge costituzionale su Roma Capitale, fortemente voluto da Giorgia Meloni, ostacola una riforma che è stata costruita con spirito di condivisione attraverso un costante confronto con l’istituzione capitolina e con quella regionale (…) Con pazienza e perseveranza siamo arrivati al primo voto alla Camera dei Deputati. Ma il Pd ha dimostrato di far prevalere, in questo caso con una ipocrita astensione, lo spirito di fazione e di opposizione aprioristica rispetto alla esigenza di una Capitale che possa essere governata con maggiore efficienza e con strumenti adeguati come accade in tutto il mondo».
E non è stata certo da meno la senatrice Cinzia Pellegrino, che ha bollato l’atteggiamento della sinistra come «pilatesco», asserendo: «L’astensione del Partito Democratico alla Camera dei Deputati sulla riforma di Roma Capitale è una scelta che pesa e che difficilmente può essere ridotta alla favola dell’”astensione costruttiva”. La posizione pilatesca del PD dimostra la scarsa credibilità della sinistra, con il Sindaco Gualtieri costretto a mettere una pezza alle scelte del proprio partito con un comunicato “più entusiasta” e un invito ad una maggioranza “più ampia”. Insomma, ancora una volta il Partito democratico preferisce aggrapparsi ciecamente al vessillo della fazione, piuttosto che sostenere Roma e i bisogni dei suoi cittadini», ha affermato la senatrice di FdI.
Roma Capitale, FdI Campidoglio: «Gualtieri spieghi ai romani perché il Pd tradisce la città»
Non solo. Anche in Campidoglio, il gruppo di FdI ha messo il sindaco davanti alle sue responsabilità. Federico Rocca sottolinea l’isolamento politico del primo cittadino: «Gualtieri è stato lasciato solo dal suo stesso partito e dal cosiddetto campo largo». Per i consiglieri Quarzo, Barbato, Erbaggi e Masi, si tratta di un vero e proprio «tradimento» verso i romani, dettato da logiche di partito che calpestano il bene della città.
Gualtieri isolato nel “campo largo”
Roma, con questa riforma, smetterà finalmente di essere l’unica grande capitale europea priva di uno status speciale, ottenendo poteri legislativi su trasporti, turismo e governo del territorio. Fratelli d’Italia tira dritto: la stagione dei giochi politici sulla pelle della capitale è finita. La via del riscatto è tracciata. Con o senza il Pd.
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Italpress - di Italpress