Strategia vincente
Occupazioni a Roma, dopo lo sgombero al Laurentino 38 Scurria e De Priamo rilanciano a Gualtieri: ora le case vadano ai cittadini onesti
+ Seguici su Google DiscoverFinisce dopo trent’anni l’epoca dell’illegalità tollerata al Laurentino 38. Lo sgombero del centro sociale occupato da tre decenni non è solo un atto di giustizia atteso dai residenti del quartiere, ma la firma impressa dal governo Meloni su una strategia nazionale che non ammette più zone franche. Ripristinare l’ordine, però, è solo il primo passo: la vera sfida ora si sposta sulla gestione del patrimonio immobiliare recuperato, che Fratelli d’Italia vuole sottrarre alle ideologie per restituirlo alle famiglie in graduatoria.
Occupazioni a Roma, dopo lo sgombero al Laurentino 38 FdI rilancia su Gualtieri
Mentre il Campidoglio di Gualtieri insiste nel voler impegnare milioni di euro dei cittadini per l’acquisto di nuovi immobili, la ricetta del centrodestra è pragmatica: riqualificare l’esistente e scorrere le liste dell’edilizia residenziale pubblica. Un monito chiaro alla giunta Pd: la casa è un diritto di chi rispetta le regole, non un privilegio di chi le calpesta. E in una nota congiunta il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, il senatore Marco Scurria e il senatore Andrea De Priamo, lo mettono nero su bianco.
La nota congiunta dei senatori Scurria e De Priamo
«Il contrasto all’occupazione abusiva e, quindi, il ripristino della legalità è un’azione che il governo Meloni porta avanti con fermezza e senza esitazioni», asseriscono i due esponenti di Fratelli d’Italia. quindi proseguono: «Lo sgombero del centro sociale occupato da trent’anni, effettuato a Laurentino 38 a Roma, rappresenta infatti un segnale forte e chiaro. Il principio di legalità può e deve essere riaffermato anche attraverso il contrasto alle occupazioni abusive. Tuttavia, questo intervento non è solo un’azione repressiva per chi occupa abusivamente, ma evidenzia anche un’opportunità concreta per la città di Roma. Il recupero di un numero significativo di immobili dimostra che esiste già un patrimonio abitativo che può essere rimesso a disposizione della collettività, contribuendo a ridurre i tempi delle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica (ERP) e, soprattutto, per quella sociale (ERS)».
Occupazioni a Roma: ora le case liberate vadano ai romani onesti
Pertanto, continua la nota dei due senatori, «in questo contesto, appare discutibile la scelta del Comune di Roma di focalizzarsi esclusivamente sulla destinazione di risorse pubbliche all’acquisto di nuovi immobili, come previsto dalla delibera relativa alle case Enasarco-INPS. Utilizzare fondi dei cittadini per nuove acquisizioni rischia di risultare inefficiente, soprattutto quando esistono già immobili recuperati che possono essere riqualificati e assegnati. Sarebbe quindi auspicabile che il sindaco Gualtieri e la sua giunta riconsiderassero questa linea di intervento, privilegiando il riutilizzo degli immobili precedentemente occupati. Una scelta di questo tipo permetterebbe non solo di contenere la spesa pubblica. Ma anche di coniugare il ripristino della legalità con una risposta concreta al bisogno abitativo, tutelando in modo più equo i diritti dei cittadini romani».
(Italpress)