Il libro rivelazione
Quando Trump diceva: “Che noia Carlo, parla solo del cambiamento climatico”
Dal gelo di Clarence House agli elogi pubblici a Washington: come il rapporto tra Trump e Re Carlo si è completamente ribaltato
Nella sala di Clarence House, nel giugno del 2019, si può dire che lo sbadiglio arrivò prima ancora del tè. Donald Trump ascoltava Carlo III parlare di cambiamento climatico mentre, secondo chi era presente, cercava di nascondere l’irritazione dietro sorrisi diplomatici e occhiate verso Melania. Sei anni dopo, lo stesso uomo avrebbe definito quel sovrano “fantastico”, “coraggioso” e addirittura “il più grande Re”. Un ribaltamento quasi comico: dal sovrano che lo annoiava a quello capace di conquistarlo.
Trump ha cambiato davvero idea su Carlo?
La trasformazione del rapporto tra il presidente americano e il sovrano emerge ora da The Queen and Her Presidents, il nuovo libro della giornalista Susan Page, che ricostruisce uno dei rapporti più insoliti tra la monarchia britannica e la Casa Bianca negli ultimi anni.
All’epoca Carlo non era ancora Re. Era il principe del Galles, il volto più noto dell’ambientalismo monarchico, impegnato da decenni su sostenibilità e transizione energetica. Trump, invece, stava conducendo una presidenza costruita tutta sullo scetticismo climatico e sulla difesa aggressiva dell’industria fossile americana. Insomma, difficile pensarli anche solo “quasi amici”.
L’incontro incriminato avvenne durante la visita di Stato del presidente britannico nel Regno Unito. Dietro gli scatti ufficiali e il protocollo impeccabile, però, la conversazione prese rapidamente una direzione poco gradita dal tycoon.
Secondo Stephanie Grisham, ex addetta stampa della Casa Bianca, Trump definì quel colloquio “terribile”. Nel libro, Page scrive che perfino che il potus rimase visibilmente “annoiato” dal futuro sovrano perché avevano parlato “di nient’altro che di cambiamento climatico”. Un loop tutto green.
La scena viene descritta con dettagli quasi teatrali. Trump avrebbe brontolato al termine dell’incontro: “Nient’altro che cambiamento climatico”, alzando gli occhi al cielo. Melania Trump, presente al colloquio, avrebbe confermato sorridendo: “Oh sì, era molto annoiato”.
Dal clima ai rapporti strategici
Eppure, The Donald evitò lo scontro diretto e durante un’intervista a ITV disse: “Vuole assicurarsi che le future generazioni abbiano un buon clima, invece di un disastro. E sono d’accordo”. Poi aggiunse la battuta velata: “Credo che il clima stia cambiando, e penso che cambi in entrambe le direzioni.”
Dietro quella divergenza c’era molto più di una discussione ambientale. Nel 2019 Londra era nel pieno della crisi Brexit e Washington cercava un nuovo asse commerciale con il Regno Unito post-europeo. Carlo rappresentava la continuità istituzionale britannica in un momento di forte instabilità politica. Trump incarnava invece l’America protezionista dei dazi e delle trattative bilaterali tornata in auge.
In quel contesto, la monarchia diventava anche uno strumento diplomatico. Buckingham Palace sapeva che mantenere un rapporto stabile con la Casa Bianca avrebbe avuto conseguenze economiche dirette per il Regno Unito.
La svolta americana
Il viaggio della scorsa settimana a Washington ha invece riordinato le carte. Carlo e Camilla alla Casa Bianca sono stati accolti con toni insolitamente calorosi. Trump ha persino “graziato” il sovrano eliminando i dazi sul whisky scozzese. “Il Re e la Regina mi hanno convinto a fare qualcosa che nessun altro era riuscito a farmi fare, senza quasi nemmeno chiedermelo!”, ha scritto online.
Un alto collaboratore reale, al termine della visita, ha insistito sull’autenticità del rapporto tra i due leader. “Vanno molto d’accordo. E non si tratta solo del Re e del Presidente. Tutti e quattro stanno molto bene insieme”. Un vero e proprio quadretto di famiglia.
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