A tutto campo
Pnrr (e non solo), Foti smonta i gufi: “Risultati eccezionali. Il Piano sta cambiando l’Italia. Chi dice il contrario non è in buona fede»
Il ministro tra traguardi raggiunti e ottimismo sulle prossime sfide traccia un bilancio del lavoro svolto e rivendica: «L'Italia ha ottenuto il miglior risultato in Ue»
Sul Pnrr, tra aspettative e traguardi fin qui raggiunti, il ministro Foti non ha dubbi: l’Italia ha fatto «un lavoro eccezionale». Del resto non è certo un caso se il cammino del Pnrr italiano incassa la promozione più importante, lasciando a secco la narrativa catastrofista delle opposizioni.
Foti a tutto campo: dal Pnrr alla politica estera, passando per la legge elettorale
In un’intervista al Corriere della sera, allora, il ministro per il Pnrr, la Coesione e gli Affari Europei rivendica con orgoglio determinazione, efficacia e risultati del lavoro svolto e traccia un bilancio della maxi-manovra europea dopo il convegno organizzato a Milano per illustrare cosa è stato realizzato. Un successo certificato dai numeri e dallo stesso direttore generale della Commissione Ue, Declan Costello, che ha definito quello italiano come il «miglior risultato tra tutti i Paesi dell’Ue».
«Un lavoro eccezionale. Chi dice il contrario non è in buona fede»
«Da Costello è arrivato uno schiaffo sonoro a tutti quelli che ci attaccavano solo per partito preso. Italia e Francia hanno entrambe ottenuto l’85% delle risorse erogabili dall’Ue, in ragione degli obiettivi assegnati. Solo che i francesi avevano a disposizione al massimo 40 miliardi, noi 194: è stato un lavoro enorme». Non ancora finito, perché all’Italia, se si riuscirà a completare tutte le rendicontazioni (159) entro fine agosto, potrebbero arrivare altri 28 miliardi. Oro, per un’economia che sconta problemi di crescita e un governo che affronta l’ultimo anno di legislatura».
Pnrr, Foti, tra traguardi raggiunti e ottimismo sui prossimi obiettivi
Non solo. Il ministro si dice ottimista, forte dei risultati tangibili presentati a Milano dai vari ministeri: dalla diminuzione della dispersione scolastica al rafforzamento della medicina territoriale, fino alla spinta sull’energia agricola e la digitalizzazione della Pa. Incalza Foti. E mette i puntini sulle “i”, commentando in calce: «Ci sarà pure uno 0,0001% dei progetti che poteva essere cassato, ma il Piano sta cambiando l’Italia. Non è in buona fede chi dice il contrario».
Prnn e non solo, Foti sulla crisi energetica
E ora la partita si sposta anche sul tavolo geopolitico e macroeconomico europeo. A riguardo, dunque, Foti rilancia la necessità di ottenere da Bruxelles una flessibilità sul Patto di Stabilità allargata ai costi dell’energia, equiparandoli alle spese per la difesa. Mentre sulla delicata questione dell’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, il ministro fissa paletti marcati dalla coerenza: prima occorre rispettare il percorso dei Balcani occidentali, poi bisognerà raggiungere una pace giusta. Introdurre Kiev nell’Unione a conflitto aperto significherebbe, infatti, «portare la guerra nell’Ue».
La legge elettorale
Non poteva mancare, infine, un affondo sulla politica interna e sulla riforma della legge elettorale: «La fine della legislatura non la decidono i partiti, ma il capo dello Stato – sottolinea e rilancia il ministro nell’intervista –. Non abbiamo nessuna tentazione di voto anticipato, hic manebimus optime. E ci prendiamo il tempo giusto proprio perché non si dica che si fa all’ultimo momento per convenienza. Con la legge attuale c’è un pericolo vero di pareggio e formazione di governi politicamente instabili. Con la nuova, la coalizione che prende un voto in più dell’altra può governare per 5 anni». Pertanto, per evitare lo spettro dell’instabilità, Foti conclude: «Vogliamo garantire rappresentatività e governabilità. È incomprensibile che l’opposizione non voglia confrontarsi. Se si sfilano, non è colpa nostra».