Terrore tra i binari
Paura a Milano, gambiano col machete semina il panico in stazione: bloccato col taser. I sindaci Pd come commentano? (Video)
Il fallimento dell’integrazione è sotto gli occhi di noi tutti, e non solo da sabato di Modena. Una realtà che segna in rosso sangue, letteralmente, la cronaca dei nostri giorni, delle nostre città. L’ultima drammatica evidenza risale appena a ieri, a Milano, funestata (ancora), da una vicenda che aggiunge l’ennesimo capitolo all’interminabile raccolta sul fallimento dell’accoglienza progressista.
Paura a Milano: gambiano armato di machete semina il panico in stazione
Siamo all’ombra della Madonnina, in pieno pomeriggio, coi binari della Stazione Centrale affollati e dove si registrano ancora scene da film dell’orrore. Lì, un cittadino gambiano di 31 anni, residente a Modena, e con una sfilza di precedenti per droga, danneggiamento e stalking, è sceso da un treno proveniente dall’Emilia-Romagna, ha finto di uscire e poi è tornato sui suoi passi.
Quindi, in preda a una furia improvvisa, ha estratto un machete con una lama di decine di centimetri, seminando il panico tra i pendolari in fuga e saltando i tornelli per prendere d’assalto un convoglio. Ora deve rispondere di resistenza e porto abusivo di arma. Ma quel che più conta è che poteva esserci una strage, potenziale fotocopia di quella sfiorata – ma comunque terrificante – avvenuta a Modena (ancora Modena che ritorna…) con Salim El Koudri. Nel caso di Milano, però, miracolosamente sventata grazie al sangue freddo della Polfer e a uno strumento che la sinistra ideologica continua a demonizzare: il taser.
Il sottosegretario Molteni (non a caso): «Bloccato dalla Polfer col taser»
Gli agenti hanno circondato l’immigrato – il cui permesso di soggiorno per lavoro è scaduto – e, davanti al rifiuto di gettare il machete, lo hanno fulmineamente neutralizzato e ammanettato con la pistola a impulsi elettrici. Tanto che, in una nota, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni riporta: «Grazie all’intervento tempestivo e alla professionalità della Polfer, ieri in stazione Centrale a Milano è stato scongiurato il peggio».
Aggiungendo anche (e non a caso): «L’episodio conferma l’assoluta efficacia del taser, strumento straordinario e fondamentale di difesa, sicurezza e deterrenza a disposizione delle nostre forze di polizia. Solo il ricorso alla pistola ad impulsi elettrici ha, infatti, permesso agli agenti di bloccare e arrestare il gambiano che, armato di machete, ha seminato il panico. Ancora una volta, dunque, il taser ha consentito alle nostre forze dell’ordine di neutralizzare una minaccia concreta per cittadini e agenti»
Gambiano armato di machete semina il panico alla stazione Centrale, Salvini: alla faccia di chi boccia il taser in dotazione…
Come, non per niente, l’episodio scatena la reazione durissima di Matteo Salvini, che rivisitando e commentando l’accaduto, rilancia attaccando i primi cittadini Pd: «Alla faccia dei tanti (troppi) sindaci di sinistra che impediscono alla Polizia Locale di usare la pistola elettrica». Non solo. Il vicepremier rilancia il pugno duro: revoca della cittadinanza e del permesso di soggiorno per gli stranieri che commettono reati gravi.
De Corato (FdI): il no al taser alle forze dell’ordine è «ingiustificabile e ideologico»
Mentre Fratelli d’Italia, con Riccardo De Corato, bolla come «ingiustificabile e ideologico» il no della giunta Sala al taser per i vigili, il generale Roberto Vannacci fulmina i salotti progressisti con ironia: «Ora diranno che anche il gambiano è un malato psichiatrico e che la colpa è della nostra carenza inclusiva». e alla fine della fiera, nella pluarità (ed eterogeneità) delle posizioni, la realtà non si cancella: il buonismo cerca di giustificare e di incastonare in quadri politici e sociali certe azioni criminali. Intanto, però, le forze dell’ordine – e più o meno dotate di strumenti può fare la differenza – difendono i cittadini. (Sotto il video da Youtube)
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Cronaca - di Redazione