Mistero in corso
Pamela Genini, al setaccio i campi della Bergamasca vicino le proprietà di Dolci: si cerca la testa della 29enne coi cani molecolari
La svolta nelle indagini lasciava presagire la chiusura del cerchio. Eppure, per quanto il quadro si stringa su Francesco Dolci, si è conclusa con un nulla di fatto la prima giornata di ricerche della testa di Pamela Genini, la 29enne per il cui omicidio, il 14 ottobre scorso, è accusato l’ex fidanzato Gianluca Soncin. E la cui tomba è stata profanata nel cimitero di Strozza, nella Bergamasca.
Pamela Genini, nelle aree rurali intorno alle proprietà di Dolci si cerca la testa della 29enne
Un mistero macabro e doloroso continua a stritolarsi nel silenzio e nell’orrore. I fari degli inquirenti continuano a essere puntati su Francesco Dolci, ex amico della vittima, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di vilipendio di cadavere. Pertanto, su mandato della Procura di Bergamo, i carabinieri hanno avviato nella giornata odierna una vasta e complessa operazione di perquisizione che si è concentrata a Sant’Omobono Terme, all’interno dell’ampia proprietà rurale di Dolci e dei suoi genitori, estendendosi fino ai terreni confinanti.
Maxi battuta di ricerche coi cani molecolari, ma ad oggi nessun esito
Le zone ispezionate al momento, ritenute d’interesse investigativo, sono state individuate dai militari attraverso uno studio accurato della tenuta. E per superare le oggettive difficoltà ambientali, sono giunti appositamente da Firenze i cani Claus e Hula: due unità cinofile dell’Arma altamente specializzate nel fiutare e ritrovare resti umani in contesti impervi.
Prime ore di ricerche a vuoto nella Bergamasca, e l’indagato minimizza
Intercettato dai microfoni di Dentro la Notizia, Francesco Dolci ha confermato la pressione degli investigatori sulla sua proprietà. Ostentando sicurezza però. E asserendo a favore di telecamera: «Hanno perquisito una fossa biologica. Ricontrollato il garage. E pure degli alveari non miei. Mentre botole sotto casa le avevano già scandagliate». Ma l’operazione, come segnala tra gli altri il sito del Tgcom24, resa possibile da un decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Bergamo che coordina le indagini, non si esaurisce qui. Anzi: interessa un’area rurale vasta della provincia di Bergamo, e richiederà diversi giorni di attività sul campo.
Pamela Genini, il giallo del vilipendio di cadavere: le operazioni sul campo dureranno diversi giorni
Non solo. Alla fine di una lunga e difficile giornata di ricerche, convocato in caserma al termine delle attività, Dolci ha liquidato la vicenda escludendo categoricamente il rischio di un imminente fermo: «Vado in caserma solo per firmare l’esito negativo della perquisizione». L’uomo, insomma, continua a professarsi totalmente estraneo alla profanazione. Ma le operazioni sul campo – fanno sapere le forze dell’ordine – sono destinate a durare diversi giorni, nel tentativo di chiudere definitivamente il cerchio e restituire dignità alla salma della giovane. Una ragazza barbaramente uccisa nel fiore degli anni. E i cui resti sono stati brutalmente profanati.
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