Antisemitismo?
Striscione e cori contro Elly Schlein nello stadio di Monza. Lei denuncia un tifoso
“Comasco Schlein”. Occhio e croce, arrivando da tifosi avversari, si tratterebbe di un insulto, ma a che titolo? Che c’entra Elly Schlein? Lei, nel dubbio, ha sporto denuncia sentendo puzza di bruciato, anzi, di antisemitismo in quello striscione apparso nella curva del Monza in occasione della partita Monza-Como del 5 aprile 2025, vittoria dei lariani per 3-1. La figurina ritrae la segretaria generale del Partito Democratico sorridente con la maglia del Como. Le origine ebraiche della Schlein farebbero pensare a una forma di insulto razzista mascherato a odio politico. Per i i responsabili ci sarebbero gli estremi del reato di diffamazione con l’aggravante dell’odio razziale (punito con la reclusione fino a 4 anni), un reato di cui deve rispondere un 40enne ultrà del Monza, recidivo, visto che ha pubblicato questa immagine già più volte sui social network. Non è la prima volta che l’odio antisemita fa la sua comparsa in uno stadio: nel 2017, qa Roma, in occasione del derby, vennero pubblicati e diffusi migliaia di adesivi di matrice laziale, raffiguranti Anna Frank con addosso la maglietta della Roma.
Insulti alla Schlein nello stadio
“Un episodio, quest’ultimo, che viene richiamato nella querela che la stessa Elly Schlein ha presentato il 30 maggio scorso, attraverso l’avvocato Andrea Gaddari, presso gli uffici della polizia di Bologna, in riferimento ai fatti del 5 aprile 2025″, scrive il Corriere della Sera. “L’episodio di Monza – scrive il giornale – non era sfuggito, però, alla questura e alla consigliera comunale del Pd, Sarah Brizzolara, che aveva sollevato pubblicamente il caso. Mentre i giocatori del Como scioglievano i muscoli durante la corsetta defatigante a fine gara sotto la curva sud, un tifoso, identificato nel 40enne sotto inchiesta, sventolava un foglio A4 con il volto della Schlein vestita con i colori biancoazzurri e la scritta ‘comasco Schlein’, riportata con il carattere grafico tipicamente usato dalle tifoserie calcistiche schierate a destra, urlando il nome della deputata a mo’ di coro di scherno contro gli avversari”. Un’espressione diventata anche un coro su cui è arrivata la doverosa denuncia della Schlein.
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