Il question time
Piantedosi zittisce l’opposizione: “Più rimpatri di migranti e nuovi Cpr per chi commette reati”
Il ministro dell'Interno ha esposto gli innumerevoli traguardi sulla sicurezza, parlando anche dei numerosi controlli sul territorio palermitano per prevenire e arrestare il fenomeno della delinquenza
Politica - di Gabriele Caramelli - 27 Maggio 2026 alle 18:47
Opposizione respinta con perdite. Dalla funzionalità dei Cpr fino al grande aumento dei rimpatri totali, passando per le misure di prevenzione sulla criminalità e sulla violenza negli stadi: fornisce risposte chiare su tutto, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel question time alla Camera, dove la sinistra provat a “sfondare” sui temi di più stretta attualità, ricevendo però una raffica di dati con cui il Viminale argomenta la linea della “tolleranza zero” del governo Meloni. Si parte dalla sicurezza e dal tema della video-sorveglianza, a cui “sono stati destinati, a partire dal 2024, notevoli stanziamenti per implementarne i sistemi nella città di Palermo, pari, complessivamente, a circa 12 milioni e 300mila euro, su fondi del ministero dell’Interno”. Grazie anche alle riprese delle telecamere, nel contesto della sparatoria avvenuta a Palermo il 25 maggio, sottolinea il ministro, “in poche ore, è stato individuato e arrestato un giovane”.
Piantedosi e la realtà che la sinistra nega su migranti e Cpr
Poi Piantedosi ha stigmatizzato la narrazione ideologizzata che talvolta viene diffusa, secondo cui “nei Cpr verrebbero trattenute persone colpevoli soltanto di non avere un permesso di soggiorno, clamorosamente smentita dai dati ufficiali»” I numeri, d’altra parte, parlano chiaro: «La quasi totalità dei soggetti ad oggi trattenuti nei Cpr italiani – il 90 per cento circa – risulta denunciato per reati di droga, anche commessi in forma associativa. Di questi, circa il 30 per cento ha anche precedenti per furti e rapina, il 25 per cento per reati contro la persona, tra cui violenza sessuale anche su minori, il 33 per cento per porto e detenzione di armi». Inoltre, dentro le strutture ci sono anche «soggetti trattenuti con precedenti per omicidio e lesioni e altri pericolosi per la sicurezza nazionale».
Funzionalità dei Cpr e aumento dei rimpatri
Come ha fatto presente il ministro nel corso del suo intervento, «è cresciuto il rapporto percentuale tra immigrati irregolari sbarcati e rimpatriati: siamo passati dal 3 per cento del 2023 al 10 per cento del 2025 e addirittura al 33 per cento dall’inizio dell’anno». Ma il lavoro sulla stretta alla clandestinità continua: «Noi continueremo con determinazione lungo il percorso intrapreso. Stiamo lavorando all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, in Sardegna e in Lazio. Inoltre, abbiamo avviato le procedure per realizzare nuove strutture: 1 in Campania, 2 in Trentino Alto Adige, 1 in Calabria, 1 in Toscana e 1 in Emilia Romagna».
Dunque, l’obiettivo principale del governo è quello di «costruire finalmente un sistema migratorio serio e credibile, nel quale chi entra illegalmente in Italia e rappresenta un pericolo per la sicurezza pubblica venga effettivamente rimpatriato». Su certi atteggiamenti avversi ai Cpr, il ministro non ha dubbi: «Chi osteggia queste strutture dovrebbe confrontarsi con il conseguente effetto di lasciare sul territorio nazionale soggetti che si sono macchiati di gravissimi reati, pericolosi per la sicurezza dei cittadini, senza indicare una credibile alternativa»
Le misure di prevenzione sul crimine giovanile
Tra i tanti aspetti evidenziati da Piantedosi c’è anche la prevenzione del crimine giovanile. «Abbiamo intensificato le misure di controllo del territorio attraverso la programmazione sistematica di operazioni interforze ad alto impatto e l’innovativo strumento delle ‘zone rosse’- ha ripreso il ministro-, ossia la vigilanza rafforzata. Misure assai apprezzate dai cittadini e dagli amministratori locali per i positivi risultati conseguiti e che, con il recente decreto-legge sicurezza, abbiamo istituzionalizzato». Poi ha aggiunto: «Abbiamo realizzato un’ulteriore stretta alla violenza giovanile proprio con il decreto-legge sicurezza, introducendo il divieto di vendita ai minori, anche sul web, di strumenti atti a offendere e, in particolare, di coltelli, e, in chiave di prevenzione, ampliando i casi per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni».
È stata altrettanto importante l’applicazione del decreto Caivano, «nel quale, accanto alle misure di prevenzione e contrasto, è stata potenziata l’offerta scolastica per combattere l’abbandono precoce della scuola in una logica di sistematica prevenzione del disagio giovanile, ottenendo importanti risultati in termini di riduzione del tasso di dispersione scolastica, passata dal 14 per cento del 2020 all’8 per cento del 2025, con picchi di riduzione in regioni di particolare sensibilità; dispersione addirittura calata, con 5 anni di anticipo, sotto la soglia del 9 per cento prevista dall’Agenda 2030».
Il controllo del territorio palermitano
Quanto all’attività di monitoraggio del territorio palermitano, il ministro ha ricordato che «nel capoluogo sono svolte periodicamente operazioni interforze ad ‘Alto Impatto’ e sono state prorogate fino al 23 ottobre prossimo le aree del centro di Palermo sottoposte a vigilanza rafforzata. In aggiunta a queste attività, sono effettuati servizi straordinari, con il supporto degli equipaggi del Reparto prevenzione crimine, che, nel 2025, in tutta la provincia, sono stati 320, con l’impiego di 5.148 operatori e, dall’inizio dell’anno a oggi, sono stati 126, con l’impiego di 1.689 operatori». Si tratta di misure che «stanno facendo registrare i primi risultati come evidenziano i dati provinciali sulla delittuosità: tra il 2025 e il 2024 si registra un calo complessivo di oltre il 9 per cento e, se il confronto viene fatto con anni trascorsi riferiti, ad esempio, al decennio precedente, la flessione sale a circa il 24 per cento».
Insomma, fin dal suo insediamento, il governo si è impegnato a rafforzare gli organici sul territorio, tant’è che, nei primi mesi dell’anno, “sono stati assegnati alla questura di Palermo 148 operatori della Polizia di Stato e 141 carabinieri al Comando provinciale dell’Arma”, con specifico riguardo all’azione di contrasto al crimine organizzato, mi limito a fornire i dati più recenti sulla lotta al narcotraffico. A Palermo, quest’anno, 133 operazioni antidroga con il sequestro di 200 kg di sostanze stupefacenti e la denuncia all’Autorità giudiziaria di 162 persone, di cui 145 in stato di arresto».
Gli scontri di Torino e la violenza negli stadi
Sul fronte sportivo, Piantedosi ha spiegato che “nella stagione 2024-2025 sono stati emessi 5.229 daspo contro i 3.643 della stagione precedente e i 3.761 del 2022-2023”.
“Il governo sa che c’è una presenza del tifo organizzato violento che tentano di utilizzare gli eventi sportivi come occasione di scontro e aggressione nei confronti delle forze dell’ordine, gruppi talvolta contigui ad organizzazioni criminali. Anche su questo sono stati ottenuti dei risultati significativi. Nella stagione appena conclusa sono state arrestate 116 persone e denunciate 1841”. Poi ha ringraziato gli uomini e le donne della Polizia per aver contenuto gli scontri a Torino dopo l’ultima giornata di campionato, specificando che «in meno di 24 ore gli autori dei reati sono stati assicurati alla giustizia. La mia solidarietà va, inoltre, ai feriti tra le forze dell’ordine».
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