Violenza senza confini
Rissa sui binari e 22enne accoltellato a morte: i latinos insanguinano la stazione Milano-Certosa. FdI: sinistra strabica sulla stretta alle gang
Rissa con omicidio per accoltellamento di un 22enne alla Stazione Milano-Certosa. FdI chiede conto alla sinistra dell’ostruzionismo alle norme del governo sulla violenza tra gang e la lotta alla violenza all’arma bianca. Ma procediamo con ordine. E ripartiamo dai fatti.
E i fatti ci dicono che Milano fa paura. La rissa tra almeno dieci persone scoppiata lungo i binari del treno della stazione di Milano-Certosa, nella periferia nord di Milano, sconcerta e indigna. E soprattutto preoccupa. Durante il disordine un ragazzo di 22 anni, italiano, è stato colpito da più fendenti ed è caduto a terra, sanguinante e in stato di incoscienza. All’arrivo dei soccorsi, i giovani coinvolti sarebbero fuggiti a bordo di un convoglio in partenza. Il 22enne è stato soccorso dal personale del 118 ed è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Fatebenefratelli. Ma per lui non c’è stato nulla da fare.
Rissa e omicidio a Milano-Certosa: i latinos insanguinano la stazione
Questa la cronaca, nuda e cruda, di una ferocia senza tette né legge che attanaglia da tempo la città, e non solo Milano. Che potrebbe proseguire ricordando che secondo una prima ricostruzione la vittima 22enne si trovava lì insieme al fratello quando è stato accerchiato da una decina di persone all’altezza del binario 6. E quando gli aggressori – anche loro di origine sudamericana – avrebbero infierito su di lui colpendolo ripetutamente con diversi fendenti agli arti, causandogli ferite gravissime. Tanto che i soccorritori del 118 hanno tentato disperatamente di rianimarlo sul posto, prima di disporre il trasferimento d’urgenza in pronto soccorso.
Il punto sulle indagini
E il succo della questione, per quanto duro da mandare giù, è questo: con quest’ultimo drammatico episodio Milano torna a piombare nell’incubo della violenza cieca delle gang sudamericane. Un episodio salito ai disonori della cronaca nazionale, che si è consumato ieri sera (martedì 26 maggio ndr) lungo i binari della stazione di Milano-Certosa, nella periferia nord della città, dove una maxirissa tra almeno dieci persone si è trasformata in un brutale omicidio.
La vittima è Gianluca Ibarra Silvera, un ragazzo di 22 anni nato in Italia da genitori ecuadoriani. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane si trovava sulla banchina insieme al fratello quando è stato accerchiato da una decina di aggressori – anch’essi di origine sudamericana – all’altezza del binario 6. Il branco, come detto, lo ha colpito ripetutamente con diversi fendenti agli arti, causandogli ferite gravissime prima di dileguarsi a bordo di un convoglio in partenza. Il 22enne, soccorso in stato di incoscienza dal personale del 118, è deceduto poco dopo il trasporto in codice rosso all’Ospedale Fatebenefratelli.
Il delitto riaccende lo scontro politico
Ma non è tutto. Perché l’efferato delitto ha riacceso immediatamente lo scontro politico sulla sicurezza e sulla gestione dei flussi migratori a Milano, sollevando la dura reazione dei vertici di Fratelli d’Italia. L’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa dall’agenzia Dire annuncia la richiesta di un incontro urgente con il prefetto Claudio Sgaraglia per arginare il ritorno dei “latinos”. Denunciando: la vicenda di ieri «fa riemergere un capitolo violento e triste per Milano che sembrava chiuso, il fenomeno delle gang di sudamericani dedite a rapine violente, spaccio e aggressioni a coltellate o machete verso passanti, come membri di bande rivali che nel 2013 imperversavano nella nostra città».
Da Romano La Russa la richiesta di un incontro al Prefetto e il rilancio: “Metal detector vs lame”
Sottolineando nelle more: «Questo omicidio dimostra come l’uso e il possesso di coltelli, nonostante il Decreto sicurezza recentemente approvato preveda un inasprimento delle sanzioni e delle pene, sia ancora molto diffuso tra i giovani e gli immigrati, in particolar modo. Non bastano nuove leggi se non vengono fatte rispettare con controlli mirati». Concludendo: «È indispensabile programmare attività di polizia che prevedano l’uso dei metal detector, in modo particolare nelle zone della movida. Nelle stazioni. E nelle metropolitane e nei luoghi di aggregazione. Come assessorato siamo disponibili a fornire gratuitamente i metal detector per i controlli delle polizie locali».
Milano, Montaruli (Fdl): dal governo norme contro coltelli e gang, ma la sinistra si oppone
Sul fronte parlamentare, invece, l’affondo contro l’ambiguità ideologica delle opposizioni arriva da Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati. La quale attacca frontalmente i partiti progressisti: «Una sinistra strabica si è opposta o continua ad opporsi alle norme contro gang e stretta sui coltelli. Norme introdotte recentemente dal governo Meloni. Dopo l’opposizione al decreto sicurezza, la sinistra variopinta, non paga di ostacolarle, usa persino l’omicidio di Milano Certosa per attaccare pretestuosamente l’esecutivo. Non che ci aspettassimo qualcosa di diverso»…
La sinistra si unisca all’appello per applicare le norme dell’esecutivo
«Ma la verità – prosegue l’esponente di FdI – è che se ci fosse stato un loro governo non ci sarebbe stato invece alcun giro di vite nei reati di gruppo commessi da giovani. Né sulle armi da taglio. Provvedimenti che noi abbiamo ritenuto essenziali. E che invece le opposizioni hanno ritenuto eccessivamente punitivi verso i giovani. Ci aspetteremmo quindi dalle opposizioni, piuttosto che abbandonarsi alla polemica più becera, che si unissero con noi nell’appello ad applicare quelle norme che fino ad ora proprio loro hanno vituperato».
Chiosando in calce: «A ben vedere, i fatti di martedì sera, in attesa che gli inquirenti chiariscano contesto e dinamica, come altri avvenuti, vedono protagonisti ragazzi figli di un’integrazione mancata. E che si ripercuote nelle giovani generazioni in maniera violenta. Anche la commissione periferie della Camera faccia sentire il suo impegno su questo tema, ed effettui un sopralluogo sul posto».
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