Bufera a Trieste
Migranti, il M5S difende le lezioni di “accoglienza” ai bambini in gita. Valditara manda gli ispettori
Qualcuno le ha chiamate lezioni di “accoglienza”, altri “gita educativa”, i più scandalizzati “lavaggio del cervello”. Sta di fatto che a distanza di qualche giorno dalla bufera scoppiata sulle scuola “Arpalice Cuman Pertile di Marostica”, che aveva organizzato una trasferta in un parco di Trieste dove arrivano i migranti dalle rotte balcaniche, per insegnare ai bambini delle elementari la difficoltà degli stranieri, la politica continua a scambiarsi accuse. Da Lega e FdI sono arrivate pesanti critiche alla scuola, con interrogazioni al ministro della Pubblica Istruzione, Valditara, che ha inviato nell’istituto i propri ispettori, mentre da sinistra, grillini in testa, si grida allo sciacallaggio.
Gita con lezioni di accoglienza dei migranti a Trieste, la bufera continua
La gita a Trieste, in piazza Libertà — quella che i volontari dell’associazione Linea d’ombra chiamano da anni “piazza del mondo” — per distribuire pasti caldi e calzini ai migranti, rientrava nel progetto educativo di due classi quinte della scuola elementare “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica, nel Vicentino. Un bambino aveva raccontato anche dell’esperienza sensoriale fatta a scuola, «bendati perché i migranti camminano nel buio per non farsi trovare dalla polizia». Dall’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, ex sindaca di Monfalcone, erano partite pesanti critiche e denunce di “indottrinamento” politico, così come dalll’europarlamentare vicentina di Fratelli d’Italia Elena Donazzan che aveva denunciato come siano stati usati bambini “per veicolare messaggi ideologici”. Un’interrogazione a Valditara è stata già depositata dal deputato e vicecoordinatore veneto di FdI Silvio Giovine insieme alla collega Nicole Matteoni. Nel testo si chiede di chiarire quali attività siano state svolte durante la gita, con quali autorizzazioni e ruolo abbiano avuto i soggetti esterni coinvolti.
Gli ispettori di Valditara a Marostica
Su richiesta dell’Ufficio scolastico regionale, il dirigente scolastico dell’istituto di Marostica ha inviato una relazione in cui si spiega che tutto si è svolto secondo le procedure previste. Ma saranno gli ispettori del ministro Valditara a valutare la correttezza di quella iniziativa, difesa a spada tratta dal M5s Veneto, che “respinge con forza la campagna d’attacco scatenata contro le insegnanti di Marostica, contro la scuola pubblica e contro un progetto educativo che, con il consenso delle famiglie e nel rispetto delle procedure scolastiche, ha scelto di parlare ai bambini di solidarietà, empatia e realtà sociale”. Il responsabile regionale Simone Contro attacca gli esponenti di Lega e FdI che a suo avviso “hanno trasformato una normale esperienza didattica in un caso politico, parlando di ‘lavaggio del cervello’, ‘propaganda’ e presunto uso dei bambini per veicolare messaggi ideologici”.
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