Al vertice di Yerevan
Meloni e Starmer guidano l’Europa: maxi accordo per fermare l’immigrazione illegale
In occasione del vertice della Comunità Politica Europea (CPE) a Yerevan e su iniziativa della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, i leader di Albania, Armenia, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Malta, Moldavia, Montenegro, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Serbia, Slovacchia, Svezia, e Svizzera hanno adottato la dichiarazione congiunta allegata per ribadire il proprio impegno a collaborare per contrastare la migrazione illegale.
Qual è il piano proposto da Meloni e Starmer
Al vertice CPE di Copenhagen dello scorso ottobre, si legge nella dichiarazione, “i leader hanno identificato diverse linee d’azione critiche nel perseguimento di un approccio “all’intera rotta” per affrontare la migrazione illegale”. In particolare hanno sottolineato “la necessità di agire contro i contrabbandieri, garantire che i quadri normativi nazionali e internazionali siano robusti, accelerare i rimpatri, stringere nuovi partenariati, gestire efficacemente la migrazione a monte e affrontare la strumentalizzazione della migrazione, tra le altre questioni. Fondamentalmente, hanno anche concordato sulla necessità di sostenersi a vicenda in questi sforzi”.
“Quest’anno – si legge ancora – di fronte a significativi spostamenti di popolazioni attraverso il Sudan, il Corno d’Africa e il più ampio Medio Oriente, queste priorità rimangono vitali come non mai e, anche sulla base delle lezioni apprese dalla crisi migratoria del 2015 e per evitare una situazione simile in futuro, i leader hanno concordato su come preparare e coordinare al meglio gli sforzi”. Questi ultimi saranno concentrati su particolari capitoli.
Assistenza umanitaria vera
Sorveglianza e monitoraggio: garantire che informazioni aggiornate e monitoraggio siano condivisi per supportare al meglio la preparazione e una risposta coordinata.
Assistenza umanitaria: identificare opportunità per interventi mirati per aiutare coloro che ne hanno bisogno e scoraggiare i flussi alla fonte.
Lavoro con le organizzazioni internazionali: collaborare e sostenere il lavoro di agenzie e organismi chiave come l’UNHCR, l’OIM e il Consiglio d’Europa.
Interventi contro i trafficanti di esseri umani
Sicurezza: mantenere un focus centrale sulla sicurezza, la protezione e l’effettiva integrità dei confini sia terrestri che marittimi. Colpire il crimine organizzato legato all’immigrazione: dispiegare interventi mirati contro i trafficanti di persone e i trafficanti di esseri umani, nonché le loro catene di approvvigionamento, anche attraverso l’uso di sanzioni.
Governance: garantire che i quadri normativi — sia nazionali che internazionali — siano salvaguardati dagli abusi, affinché possano soddisfare le esigenze del momento e affinché l’assistenza possa essere mirata a chi ne ha bisogno.
Rimpatri: garantire che siano in vigore accordi robusti sia per scoraggiare i movimenti migratori dai paesi di origine e di transito, sia per alleviare la pressione interna, anche attraverso nuovi approcci.
Proteggere l’integrità dei nostri confini
Una risposta a livello di sistema: utilizzare tutte le leve, le politiche e gli strumenti diplomatici sopra menzionati per coordinare gli sforzi internazionali e proteggere l’integrità dei nostri confini.
“Significativi progressi sono stati compiuti rispetto alla dichiarazione dello scorso anno, inclusi nuovi provvedimenti, partenariati e successi nell’interruzione delle attività di contrabbando in tutto il continente. I leader hanno concordato di continuare a concentrarsi sulle questioni migratorie globali più urgenti e sulle opportunità di cooperazione futura, incluso il prossimo vertice CPE in Irlanda”, conclude la dichiarazione.
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Senza categoria - di Ginevra Lai